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Novità Cashback: cosa potrebbe cambiare dal prossimo anno

10 Giugno 2021

Il Recovery Plan prevede delle novità per il prossimo anno relative al Cashback, l’iniziativa promossa dal precedente Governo per rivitalizzare i consumi e favorire i pagamenti alternativi al contante. In futuro la misura potrebbe essere modificata, rifinanziata o definitivamente sospesa. Vediamo insieme cosa potrebbe cambiare dal 2022.

Il Cashback era stato istituito dalla Legge di Bilancio 2020 e reso operativo con il Decreto n. 156 del 24 novembre 2020 del Ministro dell’Economia e delle Finanze. L’iniziativa è tuttora parte integrante del programma Italia Cashless, insieme alla Lotteria degli scontrini, e ha come obiettivi:

  • quello di incentivare l’uso dei pagamenti elettronici con carte o App di pagamento;
  • diminuire progressivamente l’uso dei contanti per un sistema più trasparente e sicuro;
  • frenare l’evasione fiscale.
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Novità Cashback: il futuro del programma

Ad oggi non sono ancora state pubblicate stime ufficiali sugli effetti del Cashback sull’economia, né dal governo né dal Ministero dell’Economia e delle Finanze o da altri dicasteri. Tuttavia, l’assenza nel Recovery Plan dei finanziamenti per il proseguimento del programma Cashback non comporterà necessariamente una sua chiusura definitiva.

Le scelte in campo sono tante e in relazione ai risultati conseguiti l’attuale Governo potrebbe decidere:

  • di andare avanti con la misura stanziando dei fondi con la prossima legge di bilancio;
  • rifinanziare la misura tenendo però conto delle correzioni da effettuare ai regolamenti, alla luce delle anomalie rinvenute di recente rispetto alle microtransazioni che potrebbero non essere ritenute più valide;
  • bloccare definitivamente l’iniziativa.

Nel caso di una sospensione definitiva del programma, questa potrebbe avvenire già al termine della prima fase, quindi a partire dal 1° luglio di quest’anno.
Tra le varie correzioni da apportare nel caso in cui la misura venisse rifinanziata per il prossimo anno rientrerebbero l’introduzione di un importo minimo per le transazioni valide e una soglia alle transazioni presso un solo esercente.

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