L’oblio oncologico è finalmente legge

Un importante passo avanti è stato fatto nel campo dei diritti civili con l’approvazione unanime della legge sull’oblio oncologico. Si tratta di un traguardo significativo per la tutela delle persone guarite da patologie oncologiche, che finora subivano discriminazioni riguardo la possibilità di adottare, avere accesso a prestiti, assicurazioni e altri servizi finanziari, e nelle procedure di selezione nei concorsi. Ecco tutte le novità.

Con il termine oblio oncologico ci si riferisce al diritto delle persone guarite da una patologia oncologica di non dover rivelare la loro pregressa condizione di salute quando cercano di accedere a servizi come:

  • adozioni
  • prestiti
  • assicurazioni
  • servizi finanziari
  • concorsi pubblici.

La legge sul diritto all’oblio oncologico, approvata in via definitiva il 5 dicembre, vieta finalmente la richiesta di informazioni relative a patologie oncologiche trattate con successo:

  • da più di dieci anni
  • o cinque anni per diagnosi fatte prima dei 21 anni

in assenza di recidive.

Si tratta di un passo molto importante, fondamentale per garantire alle persone guarite da patologie oncologiche umilianti discriminazioni.

Prima dell’introduzione di questa legge, infatti, molte persone che si trovavano in questa condizione avevano difficoltà nell’ottenere prestiti, accedere ad altri servizi finanziari, stipulare assicurazioni o adottare minori a causa del loro passato medico.

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La legge sull’oblio oncologico elimina definitivamente questo ostacolo, migliorando così la qualità della vita di queste persone. L’Italia si unisce finalmente ad altre realtà virtuose in Europa, come:

  • Francia
  • Portogallo
  • Spagna
  • Belgio
  • Lussemburgo
  • e Paesi Bassi.

La Commissione Europea, nell’ambito del Piano Oncologico Europeo, ha espresso il desiderio che tutti gli Stati membri adottino leggi simili entro il 2025.

In sintesi

L’approvazione della legge sull’oblio oncologico dimostra un impegno condiviso nella lotta contro le discriminazioni.

Con questa legge, l’Italia non solo protegge i propri cittadini, ma pone anche un esempio di progresso civile.

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