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Giornata Mondiale Anti-Spreco, partecipa anche tu!

06 Febbraio 2017

Lo spreco alimentare ha dati allarmanti, sia in Italia che nel mondo: lo scarto prodotto in un anno solo in Italia potrebbe bastare per sfamare circa 44 milioni di persone, e i dati mondiali non sono da meno.
In occasione della “Giornata Mondiale Anti-Spreco” l’ENEA ha pubblicato il decalogo delle buone pratiche per non sprecare il cibo, vediamole insieme!

Andando a vedere i numeri dello spreco, la media dei chilogrammi di cibo sprecato ogni anno pro-capite nel Vecchio Continente è di 180; dato che scende a 168 kg/anno in Italia, che si piazza in settima posizione tra le nazioni europee Sono inclusi in questa valutazione gli avanzi che non vengono riutilizzati, i prodotti scaduti e quelli che sono “andati a male”.

Fortunatamente si può fare tanto per migliorare, e in occasione della “Giornata Mondiale Anti-Spreco” è arrivato il “decalogo delle buone pratiche” dell’ENEA, con preziosi consigli per diminuire lo spreco.

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Per prima cosa l’ENEA ci consiglia di valutare nel miglior modo possibile quanto cibo può essere consumato mediamente in un pasto per ridurre al minimo gli avanzi.

In fase di acquisto è bene controllare le scadenze degli alimenti e le informazioni riportate sulle etichette, prediligendo tutti quei prodotti che hanno dei processi di conservazione di origine naturale.
Inoltre, scegliere prodotti che riportino l’indicazione del destino della confezione “a fine vita” aiuta a ridurre la quantità di immondizia indifferenziata.

Un’altra buona abitudine è quella di scegliere i prodotti biologici, perché una produzione “bio” riduce di circa il 25% i consumi energetici, sia dell’agricoltura che dell’industria alimentare e, di conseguenza, anche le emissioni di CO2. Oltre a questo, una produzione bio prevede il mancato impiego di fitosanitari di sintesi e di fertilizzanti, contribuendo alla salvaguardia delle falde acquifere.

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Passando alla preparazione delle vivande, il decalogo ENEA suggerisce alcuni piccoli e semplici metodi per migliorare la conservazione dei propri cibi, come ad esempio condire le insalate solo prima di portarle in tavola, in modo da preservarle per poterle mangiare anche successivamente. Consiglia, inoltre, di dare sfogo alla propria creatività usando la fantasia per dare vita a nuovi piatti basati sull’utilizzo degli avanzi dei pasti precedenti.

In caso di feste o ricevimenti una buona abitudine è invitare gli amici a portare via una parte del cibo non consumato per mangiarlo successivamente a casa propria. L’ENEA suggerisce anche di informarsi sui programmi che vengono organizzati nelle varie città contro lo spreco e donare il proprio surplus alimentare alle numerose ONLUS che si occupano di redistribuirlo.

L’ultimo consiglio riguarda la destinazione degli avanzi di cibo: differenziare correttamente l’umido permette la creazione di un ottimo “compost”, favorendo così un ulteriore risparmio nel trattamento dei rifiuti e un loro maggiore riutilizzo.

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