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Valutazione del merito creditizio, cos’è e come si calcola

27 Ottobre 2022

L’Unione Europea nel 2021 ha effettuato una revisione della Direttiva sui crediti al consumo con l’obiettivo di tutelare maggiormente i consumatori dal sovraindebitamento. E proprio in seguito a questa revisione che il mercato del credito al consumo ha dovuto necessariamente adottare delle linee più stringenti in tema di valutazione del merito creditizio, ecco di cosa si tratta.

Che cos’è il merito creditizio

Quando si richiede un finanziamento, presso una banca o un istituto di credito, vengono attivate una serie di procedure volte a valutare “l’affidabilità creditizia” ossia, in termini semplici, la capacità di restituire la somma ricevuta. L’affidabilità creditizia e la solvibilità di una persona, viene espressa attraverso un indicatore chiamato merito creditizio o credit score, che rappresenta in un unico valore il rischio finanziario connesso all’erogazione del finanziamento.

Come si calcola il merito creditizio

Il merito creditizio è il risultato, ottenuto attraverso un calcolo statistico, che analizza alcuni dati della persona che fa richiesta di finanziamento come:

  • la situazione economica;
  • la posizione lavorativa;
  • il rapporto tra l’importo richiesto e il reddito;
  • il rapporto tra la rata e il reddito;
  • una storia di eventuali insolvenze passate;
  • l’aver già contratto debiti poi estinti con regolarità;
  • l’età del richiedente.

Esistono differenti metodi per calcolare questo indice, ma la maggior parte delle banche fa ricorso al metodo FICO (Fair Isaac Corporation).

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Il punteggio varia da un minimo di 300 punti, che indicano una valutazione scarsa, ad un massimo di 850 punti, associati invece ad una valutazione eccellente.

È possibile calcolare approssimativamente il proprio punteggio sapendo che, in percentuale, i seguenti elementi incidono in questo modo:

  • puntualità dei pagamenti: circa il 35%. Questo punteggio è fortemente influenzato dal numero di rate pagate in ritardo, dal numero di solleciti ricevuti, da eventuali procedure di recupero crediti etc;
  • importo del debito, espresso come il rapporto fra il debi­tore e il totale del credito posto a disposizione del debitore (limiti del credito): circa il 30%;
  • storia e durata dei crediti pregressi: circa il 15%;
  • tipologia di credito utilizzata: circa il 10%. Incidono negativamente sul punteggio l’apertura di nuovi finanziamen­ti e la richiesta di finanziamenti a diversi istituti di credito non andati a buon fine;
  • richiesta di credito: circa il 10%. Il punteggio migliora se si tratta di diversi tipi di conti di credito, come i conti di credito revolving e i prestiti rateali.

Secondo la Banca d’Italia, le informazioni più rilevanti utilizzate per calcolare il merito creditizio sono di quattro tipi:

  • sul cliente;
  • sul finanziamento da erogare;
  • sul bene da finanziare;
  • e sul grado di indebitamento di chi chiede il credito, informazione registrata nella Centrale Rischi.

Per conoscere il proprio merito creditizio è possibile rivolgersi all’intermediario che deve erogare il finanziamento oppure direttamente alla Centrale Rischi, gestita dalla Banca d’Italia.

Come migliorare il proprio credit score

In sintesi, tra gli elementi che comportano un buon merito creditizio ricordiamo:

  • uno storico puntuale dei pagamenti;
  • il rispetto dei limiti di credito (ad esempio dei saldi bassi sulle carte di credito);
  • e richieste minime di nuovo credito.

Per cui, prima di chiedere un prestito è bene conoscere ed, eventualmente, migliorare il proprio merito creditizio, per essere sicuri che la richiesta andrà poi a buon fine.

Uno dei modi per migliorare il proprio credit score è anche ricorrere al consolidamento debiti per accorpare i prestiti in corso in un unico prestito, possibilmente con una rata compatibile con lo stipendio/pensione percepito.

Riducendo l’indebitamento complessivo si avrà la possibilità di evitare situazioni spiacevoli come ritardi di pagamento, spese complessive importanti, e nella peggiore delle ipotesi segnalazioni alle banche dati come la CRIF.

In questo, può essere di grande aiuto un prodotto come la Cessione del Quinto che per sua stessa natura prevede una detrazione automatica delle rate del finanziamento dallo stipendio o dalla pensione, rendendo impossibile ritardare o saltare i pagamenti e offrendo la possibilità di riscrivere la propria storia finanziaria.

Nel caso fossi interessato a richiedere un finanziamento puoi usufruire di una una consulenza professionale e gratuita a questo indirizzo.

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