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Pensioni di invalidità 2026: importi, soglie e cosa sapere se la tua è troppo bassa

Gli assegni di invalidità nel 2026 continuano a crescere in numero, ma non in valore. L’importo medio si riduce, e chi percepisce una pensione di invalidità si ritrova spesso con cifre che non coprono le spese reali. Ecco i numeri aggiornati, le differenze tra le prestazioni e cosa puoi fare se il tuo assegno non basta.

I numeri del 2026: più beneficiari, importi più bassi

Nel 2026 le prestazioni assistenziali legate al reddito superano i 3,6 milioni, mentre quelle previdenziali (legate ai contributi versati) restano ferme intorno alle 900.000 unità.

La crescita delle prestazioni assistenziali nel triennio 2024-2026 è stata del +7,4%, ma il divario tra l’importo medio previdenziale e quello assistenziale ha raggiunto il -14,5%.

Tradotto: le risorse si distribuiscono su più persone, e gli importi medi scendono.

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Quanto si prende davvero nel 2026

Chi percepisce una pensione di invalidità civile totale riceve 333,33€ al mese.

Per l’invalidità parziale (tra il 74% e il 99%) l’importo scende a 318,89€.

L’assegno sociale arriva invece a 538,69€ mensili, mentre la pensione di inabilità previdenziale INPS varia in base ai contributi versati durante la carriera lavorativa.

Attenzione: questi importi sono lordi e soggetti a limiti di reddito. Chi supera le soglie ISEE o reddituali può vedersi ridurre o azzerare l’assegno.

Perché l’importo è così basso: la differenza tra previdenziale e assistenziale

La distinzione è fondamentale per capire perché molti assegni sono così contenuti.

Le prestazioni previdenziali si basano sui contributi versati durante la vita lavorativa: più hai versato, più alto sarà l’assegno.

Le prestazioni assistenziali, invece, si basano sul reddito e sulla condizione di bisogno: garantiscono una copertura minima, ma con importi fissi e spesso insufficienti.

Nel 2026 crescono soprattutto le seconde. Il risultato è che sempre più persone ricevono un sostegno, ma con assegni che raramente superano i 350€ al mese, troppo poco per coprire affitto, bollette, farmaci e assistenza.

Il problema inflazione: quanto hai perso in potere d’acquisto

Negli ultimi tre anni l’inflazione ha colpito duramente le voci di spesa più importanti.

Gli affitti sono aumentati in media del 12%, le bollette energetiche hanno subito rincari del 35% (con picchi oltre il 50% nei momenti peggiori), i farmaci e le spese sanitarie sono saliti dell’8%, e la spesa alimentare è cresciuta del 18%.

Le rivalutazioni INPS non hanno compensato questi aumenti. Chi prendeva 300€ nel 2022 oggi riceve lo stesso importo nominale, ma può comprare molto meno.

La perdita di potere d’acquisto stimata nel triennio 2022-2025 è tra il 10% e il 15%.

Le differenze territoriali: dove si concentrano le domande

Il tema degli importi ridotti si intreccia con le disuguaglianze geografiche.

In regioni come Campania, Sicilia e Calabria la concentrazione di domande di invalidità civile è molto più alta della media nazionale. Questo crea una doppia fragilità: più bisogno, più pressione sul sistema, e spesso tempi di erogazione più lunghi.

In Lombardia, invece, la percentuale di domande è sotto la media, anche se i numeri assoluti restano elevati per via della popolazione.

Cosa puoi fare se la tua pensione di invalidità non basta

Se l’assegno che ricevi non copre le spese essenziali, hai alcune strade da esplorare.

La prima è verificare se hai diritto a integrazioni. La maggiorazione sociale è accessibile:

  • a chi ha più di 60 anni
  • e un reddito basso.

L’incremento al milione spetta agli over 70 con requisiti specifici. L’assegno di accompagnamento, invece, è riservato a chi ha bisogno di assistenza continua per gli atti quotidiani della vita.

La seconda opzione è controllare la tua percentuale di invalidità. Se la tua condizione di salute è peggiorata rispetto all’ultimo accertamento, puoi richiedere un aggravamento all’INPS.

Una percentuale più alta può tradursi in un assegno più alto o nell’accesso a prestazioni aggiuntive.

Infine, vale la pena valutare le agevolazioni fiscali a cui potresti avere diritto:

  • Legge 104
  • esenzioni ticket
  • agevolazioni per l’acquisto di auto e ausili.

Non aumentano l’assegno direttamente, ma riducono le spese e liberano risorse.

In sintesi

Nel 2026 la pensione di invalidità civile totale vale 333,33€ al mese, l’assegno sociale arriva a 538,69€, e i beneficiari delle prestazioni assistenziali superano i 3,6 milioni. Ma l’inflazione ha eroso il potere d’acquisto del 10-15% in tre anni, e per molti l’assegno non basta più a coprire le spese reali.

Capire quanto vale davvero la tua prestazione (e quali opzioni hai per integrarla) è il primo passo per affrontare la situazione con più consapevolezza.

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