Aspettare mesi per ricevere la prima pensione è un’esperienza che molti italiani conoscono fin troppo bene. Ma il 2026 potrebbe segnare un punto di svolta: l’INPS ha annunciato una riforma digitale che punta a rendere la liquidazione delle pensioni più rapida, trasparente e a misura di cittadino. Vediamo cosa sta cambiando e perché riguarda da vicino chi si avvicina alla pensione.
Liquidazione delle pensioni: a che punto siamo
Oggi l’80% delle nuove pensioni viene liquidato entro 30 giorni dalla domanda.
Un dato positivo, ma che lascia scoperto un 20% di pratiche (spesso le più complesse) che può richiedere anche oltre sei mesi.
Si tratta di casi che coinvolgono:
- ricongiungimenti contributivi
- periodi di lavoro all’estero
- o domande con dati incompleti
situazioni tutt’altro che rare, soprattutto per chi ha avuto una carriera lavorativa articolata.
L’INPS, dal canto suo, ha confermato l’impegno a ridurre sensibilmente queste tempistiche, facendo leva sull’innovazione tecnologica e sulla formazione del personale.
Quanti anni hai?
La strada dell’automatizzazione
La direzione è chiara: automatizzare le pratiche standard per liberare risorse da dedicare ai casi più delicati.
In concreto, questo significa meno errori manuali, tempi più prevedibili e un trattamento più equo per tutti gli assicurati.
Infatti, la sostenibilità del sistema passa anche dalla valorizzazione delle competenze interne e dalla capacità di attrarre nuove professionalità in un contesto demografico in evoluzione.
Cosa significa per chi va in pensione
Per chi si avvicina al traguardo della pensione (lavoratori pubblici, privati o già in attesa di liquidazione) le novità si traducono in vantaggi concreti:
- tempi di attesa più contenuti per il primo assegno
- maggiore chiarezza sulle tempistiche
- e la possibilità di pianificare il proprio futuro con più serenità.
Il rafforzamento degli strumenti digitali come SPID, CIE e Fascicolo Previdenziale va nella stessa direzione, semplificando l’accesso ai servizi e riducendo la burocrazia.
Un cambiamento che riguarda tutti
La riforma digitale dell’INPS non è solo una questione tecnica.
Un sistema pensionistico più efficiente rafforza la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nel welfare.
Le parti sociali hanno accolto con favore la spinta alla digitalizzazione, chiedendo al contempo attenzione per chi rischia di restare escluso dal digitale.
L’Italia guarda anche ai modelli europei: in Svezia e Danimarca, ad esempio, la liquidazione avviene quasi interamente in automatico nel giro di pochi giorni. Un obiettivo ambizioso, ma verso cui il nostro Paese sta muovendo passi importanti.
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