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Scuola: a settembre 59 mila nuove assunzioni

19 Agosto 2019

Buone notizie per chi insegue un posto fisso nel settore scolastico: a settembre verranno assunti a tempo indeterminato 59 mila docenti. In questo articolo facciamo chiarezza sui tempi e le modalità di selezione del personale.

I posti vacanti nell’anno scolastico 2019/2020

Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha richiesto al Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero dell’economia e delle finanze l’autorizzazione per coprire le cattedre libere con nuove assunzioni a tempo indeterminato. I posti vacanti per l’anno scolastico 2019/20 sono esattamente 58.627, tra questi ci sono anche 14.552 insegnanti di sostegno.

Oltre che dall’uscita fisiologica del personale più anziano, la cifra è stata influenzata da quota 100 che, solo nel settore scolastico, ha determinato 31 mila pensionamenti, 6 mila in più rispetto all’anno scorso.

Come funzionano le assunzioni?

Secondo la normativa vigente, la metà delle nuove assunzioni dovrà essere effettuata pescando dalle graduatorie dei concorsi per titoli ed esami, l’altra metà dovrà invece attingere dalle cosiddette GAE, le graduatorie ad esaurimento che raccolgono i precari storici della scuola. Il ministro Bussetti ha affermato che il suo obiettivo è chiudere l’iter prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, così da avere tutti gli insegnanti in classe alla ripresa delle lezioni. Il titolare del Miur ha detto che si partirà con le assunzioni, per poi pensare alle supplenze, che dovrebbero essere circa 150 mila.

Lo scorso anno, tuttavia, delle 57 mila assunzioni programmate sono state realizzate appena il 50%. Il motivo? La mancanza di candidati idonei visto che, specialmente al Nord, numerose graduatorie sono esaurite e si contano oltre 22 mila cattedre vacanti. Se dovessero nuovamente mancare i docenti da assumere a tempo indeterminato i posti scoperti saranno assegnati a supplenti con contratti a termine.

Scuola: i nuovi concorsi in arrivo

Alle assunzioni in programma si affianca un piano di nuovi concorsi che dovranno coprire circa 70 mila cattedre e che, per la prima volta, impiegheranno le regole di reclutamento varate dall’attuale governo. Si comincia in autunno, con un concorso straordinario per circa 24 mila posti riservato ai candidati che hanno già all’attivo almeno tre anni di insegnamento nella scuola pubblica, di cui uno nella classe specifica per cui si vuole concorrere.

Per elaborare la graduatoria finale, oltre ai titoli di servizio, si conteggerà il punteggio della prova scritta eseguita al computer e quello di una prova orale non selettiva. Prima della fine dell’anno sarà inoltre lanciata la selezione per 24 mila posti riservati a laureati che rispettino i requisiti della normativa vigente, inclusi i 24 crediti formativi in ambito antropo-psico-pedagogico e metodologie e tecnologie didattiche.

È previsto infine un terzo concorso per 16.959 posti per scuola dell’infanzia e primaria. La selezione è aperta ai diplomati magistrali ante 2001/2002, anche quelli non ammessi alla procedura straordinaria da più di 10mila posti avviata lo scorso anno e attualmente in corso, e i titolari di laurea in scienze della formazione primaria.

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