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Lavoro e occupazione: proseguono i segnali positivi

11 Marzo 2016

Il 2015 è stato un anno positivo dal punto di vista del lavoro e dell’occupazione. Anche nel 2014 il tasso di disoccupazione aveva registrato il segno meno, e il fatto che tale tendenza sia stata riconfermata anche l’anno successivo lascia ben sperare. Una cosa è certa: dopo sette anni davvero molto complessi, la disoccupazione sta scendendo. Leggi per saperne di più.

I dati dell’ISTAT parlano chiaro: nel 2015, il tasso di disoccupazione in Italia si è fermato a quota 11,9%. L’anno precedente la percentuale era del 12,7%. 

Scendendo più nel dettaglio, pare che i dati positivi siano stati riscontrati in maniera massiccia nella seconda parte dell’anno. Sempre nel 2015 l’occupazione è cresciuta di 186.000 unità, segnando un +0,8% e portando il tasso di occupazione al 56,3% (+0,6%).

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I dati dell’occupazione

Per il 2016, è troppo presto per fare stime puntuali. In ogni caso, nel solo mese di gennaio vi è stata una crescita notevole degli occupati. Senza alcun dubbio, siamo di fronte ad un’inversione di tendenza davvero molto interessante.

Le buone notizie non finiscono qui. Anche la disoccupazione giovanile è diminuita e nel 2015 si è fermata a quota 40,3%. Per quanto riguarda la fascia di età compresa tra i 25 ed i 34 anni, il tasso di disoccupazione è sceso dello 0,8%, fermandosi al 17,8%.

In linea generale, sono soprattutto gli uomini e i lavoratori dipendenti a trainare la ripresa del settore dell’occupazione. Nel 2015 sono aumentati in maniera significativa anche i contratti a tempo indeterminato. Inoltre, al Nord e al Centro i dati occupazionali sono migliori rispetto al Sud, che fa ancora fatica.

La ripresa

In buona sostanza, pare che l’Italia stia lentamente uscendo dal periodo di crisi che l’ha vista protagonista nell’ultimo periodo, anche se la strada da fare è ancora lunga e piena di ostacoli.

Ad aver influito notevolmente sono state anche le politiche governative. Il Jobs Act e tutte le altre misure messe in campo, pertanto, stanno dando i primi, seppur timidi, frutti. I dati lasciano intravedere all’orizzonte un futuro decisamente meno complesso del presente.

Non resta che attendere la fine dell’anno per scoprire se sarà confermato il trend positivo dei periodi precedenti o se, invece, il governo dovrà fare i conti con una battuta d’arresto.

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