Tasse su lavoro e imprese: l’Italia resta in vetta

18 Aprile 2016

Solo qualche giorno fa parlavamo di come l’Italia sia al primo posto nel mondo come utilizzo di energia solare. Un bel primato, che tuttavia viene controbilanciato da un’altra notizia non proprio positiva.

Rispetto a tutti gli altri paesi dell’Unione Europea, infatti, l’Italia resta in vetta per tassazione su lavoro e imprese.

È questo il punto focale del nuovo rapporto della Corte dei Conti che ha preso in esame lo scorso biennio, ovvero quello 2014-2015, constatando come la pressione fiscale di lavoro ed imprese continui ad essere un freno sia allo sviluppo delle imprese che alla creazione di nuovi posti di lavoro.

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Un’economia che sembra uscita dalla crisi, ma con una ripresa ancora debole e incertezze per il 2016. Questo il quadro presentato dalla Corte dei Conti, secondo cui la tassazione a fine 2015 si è attestata al 43,3%, quattro punti percentuali oltre la media UE. Con una pressione decisamente superiore per redditi da lavoro e impresa rispetto a consumi e reddti da capitale.

Parlando di cifre, siamo al secondo posto come tassazione sui redditi da lavoro (42,8%) e al terzo posto come pressione fiscale sui redditi di impresa (26%).

L’evasione, d’altro canto, raggiunge il 34%: oltre il doppio del tasso stimato per l’insieme dei Paesi UE.

Cosa fare? Secondo la Corte dei Conti, occorre riequilibrare la distribuzione della pressione fiscale, con una maggiore tassazione dei beni di consumo e dei redditi da capitale.

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