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Spending review: cos’è e perchè non bisogna temerla

09 Febbraio 2018

Spending review, ne abbiamo sentito tanto parlare in questi ultimi anni e nell’immaginario collettivo è stata associata a situazioni poco piacevoli come aumento delle tasse, riduzioni delle agevolazioni fiscali, e così via.
In realtà questo processo ha una finalità ben più alta e certamente più positiva. Ecco di cosa si tratta!

Spending review significa infatti “revisione della spesa pubblica” ossia la verifica e l’efficientamento delle uscite pubbliche, attraverso degli interventi mirati, con l’obiettivo di ridurre il debito pubblico.

Spesa pubblica in Italia: la situazione attuale

Le misure adottate dalla spending review non producono risultati immediati, in quanto la razionalizzazione delle risorse e i relativi risparmi richiedono del tempo e gli effetti sono visibili solo a distanza di anni.
Tutto ciò è testimoniato dagli ultimi rapporti diffusi dalle commissioni ufficiali responsabili dell’economia e della finanza: negli ultimi due anni la spesa pubblica è aumentata sensibilmente, malgrado i tagli alla spesa siano iniziati in maniera consistente nel 2016.
Se durante il 2016 i costi sostenuti dallo Stato ammontavano a poco più di 830 miliardi di euro, nell’anno appena trascorso l’Italia ha dovuto affrontare una spesa pubblica di 843 miliardi e mezzo. La previsione per il periodo dal 2018 al 2020 è ugualmente in crescita, con un livello che toccherà gli 870 miliardi tra due anni.

Tuttavia, secondo le stime degli economisti, ad aumentare sarà anche il prodotto interno lordo nazionale, per cui la percentuale del PIL destinata a coprire le spese di bilancio dovrà ridursi nel tempo.

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Perché revisionare la spesa pubblica è così importante

Il risanamento dei conti pubblici è un tema cardine da affrontare al fine di poter mantenere alto lo stato di salute di una Nazione, permettere maggiori investimenti sui servizi e l’erogazione di prestazioni di maggiore qualità.

Una spending review veramente efficiente dovrebbe comportare una moderazione delle spese e una concreta riforma della gestione pubblica delle finanze, in modo da limitare le uscite e utilizzare le risorse disponibili in maniera maggiormente efficace.

Tutto questo dovrebbe coinvolgere attivamente la cittadinanza attraverso una comunicazione più trasparente, informando sulle reali possibilità di risanamento della spesa pubblica al fine di ottenere il consenso dei cittadini, oltre che la loro piena consapevolezza e collaborazione in caso di manovre economiche e di riforme.

Si tratta di procedure delicate e spesso difficili da implementare, ma non impossibili: un esempio virtuoso è offerto dalla Francia, che all’inizio del nuovo millennio ha operato una rivoluzione nel modo di gestire il bilancio nazionale, ottenendo risultati positivi negli anni successivi. Non è un caso che l’economia transalpina sia al momento una delle più performanti in Europa e che i servizi erogati dallo Stato francese siano di norma apprezzati ed efficienti.

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