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L’olio di palma fa bene o male? Ecco le aziende che hanno detto basta

04 Marzo 2016

Recentemente si è sviluppato un acceso dibattito intorno all’olio di palma, una sostanza che a detta di alcuni sarebbe altamente nociva, mentre secondo altri non provocherebbe danni alla salute.

Vediamo nei dettagli le diverse opinioni, fornendo informazioni circa il prodotto in questione.

Cos’è l’olio di palma

Tra gli oli vegetali, quello di palma è il più utilizzato al mondo, in quanto non viene usato solamente in ambito alimentare, ma viene applicato anche nel settore cosmetico, per prodotti farmaceutici e nel comparto energetico.

La sua diffusione è giustificata dalla convenienza che offre ai produttori: la pianta dalla quale è tratto, coltivata per la maggior parte in Indonesia e Malesia, possiede costi di gestione vantaggiosi e può coprire vaste aree, rivelandosi molto più proficua dei girasoli e della soia, altre due piante utilizzate nella produzione di oli vegetali. Il profitto più consistente proviene dal settore alimentare, in quanto l’olio di palma rispetta il sapore dei cibi e ne consente la lunga conservazione.

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Gli effetti sulla salute

Relativamente agli effetti sull’organismo, l’Istituto Superiore di Sanità ha espresso un parere che non si può considerare direttamente negativo, poichè non etichetta l’olio di palma come sostanza “tossica”.
Tuttavia l’ente sottolinea come l’elevato contenuto di grassi saturi possa renderlo nocivo, se consumato in eccesso.

L’istituto non intende quindi demonizzare il prodotto, ma rammenta come sia importante adottare un regime alimentare equilibrato e privo di eccessi di sostanze che possono alterare la salute del nostro corpo.

L’opinione dell’ISS e di altri organismi di ricerca ha spinto diverse associazioni a promuovere delle campagne di sensibilizzazione verso i consumatori, al fine di renderli più consapevoli circa le scelte alimentari, specialmente quelle che interessano i bambini. L’olio di palma viene infatti usato soprattutto nei dolci e nelle merendine, gli snack preferiti dai più piccoli, che sarebbero quindi maggiormente esposti a rischi sulla salute.

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Chi è a favore…

Di parere opposto è invece “L’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile”, che ha lanciato una campagna di comunicazione finalizzata a chiarire gli aspetti più controversi sulla sostanza, difendendone le caratteristiche nutritive e di risparmio economico.

I promotori della campagna hanno predisposto inoltre un sito che illustra i vantaggi derivati dalla produzione di quest’olio vegetale sulle comunità locali.

…E chi ha detto basta

Nel frattempo, alcune aziende alimentari hanno provveduto a sostituire questo ingrediente con l’olio di girasole nella produzione degli snack ed i biscotti in commercio.

Tra quelle che hanno operato questo cambiamento, una delle più autorevoli è Colussi, alla quale si sono associate anche Galbusera, Loacker, Pavesi e Paluani.

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