Mobilità: come ti cambio le città europee

16 Novembre 2016

Si parla sempre di più di mobilità sostenibile in Europa. Una discussione derivante dalle sempre maggiori difficoltà create da un traffico invasivo e dal progressivo scadimento del livello della vita che ne consegue, anche a causa dello smog.

La mobilità sostenibile si concretizza dando impulso ad una serie di servizi e mezzi di trasporto che sono ideati e messi a disposizione dell’utenza con il chiaro intento di invogliarla a non usare il mezzo privato. Per poterlo fare e spingere i privati a non ricorrere alla propria automobile, diventa estremamente importante dare vita ad una integrazione tra i vari sistemi di trasporto, favorendo la loro interconnessione, sfruttando in tal senso anche il sistema informativo e il web.

La discussione sulla mobilità sostenibile si è arricchita in Italia, nelle ultime settimane, della polemica sorta a Roma in ordine alla proposta di una funivia urbana rilanciata dal nuovo sindaco Virginia Raggi. La funivia in questione dovrebbe collegare Casalotti e Battistini, alleggerendo il traffico della zona e il progetto è stato avanzato dai comitati di quartiere interessati trovando il supporto della nuova amministrazione capitolina. Va peraltro ricordato che già in passato, a Roma, si era discusso della possibilità di un analogo sistema di trasporto che avrebbe dovuto unire Magliana e Eur.

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Se Roma sembra intenzionata ad avviarsi su questa strada, va peraltro ricordato che già altre città europee hanno abbracciato con vigore la mobilità sostenibile. Un caso da evidenziare è quello rappresentato da Lubiana, la capitale slovena insignita nel 2013 del Mobility Week Award. La città vanta non solo una rete di piste ciclabili che è stata enormemente rafforzata nel corso degli ultimi anni, ma ha varato un ambizioso piano tale da prevedere entro il 2020 una mobilità composta per un terzo da mezzi pubblici.

Ha invece puntato con forza sul bike sharing Budapest, la capitale dell’Ungheria, con 76 stazioni e più di mille bici messe a disposizione della cittadinanza, che si aggiungono a oltre 300 chilometri di piste ciclabili.

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Anche Oslo non nasconde le sue intenzioni ecofriendly, con un parco di auto elettriche reso sempre più forte dalla politica di sgravi fiscali a favore di chi opta per mezzi di trasporto ecologici. A questi benefici si aggiungono anche oltre 4mila colonnine per le ricariche, la possibilità di circolare su corsie preferenziali e l’esenzione dai pedaggi per circolare nelle zone a traffico limitato oppure in centro.

Il progetto più ambizioso in assoluto è però quello avanzato da Helsinki, la capitale della Finlandia, che non ha esitato ad indicare il 2025 come l’anno in cui l’auto privata dovrebbe scomparire dalle strade cittadine, grazie all’infomobilità. Un modello che potrebbe dilagare a livello continentale, soprattutto se riuscirà a risultare vantaggioso per gli utenti.

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