Le 5 buone notizie del decennio 2010-2019

08 Gennaio 2020

Il secondo decennio degli anni Duemila si è appena concluso ed è arrivato il tempo dei bilanci! Abbiamo selezionato 5 buone notizie da cui partire per affrontare nel modo giusto le sfide che ci riserva il futuro.

2010-2019: 5 note positive da cui ripartire

Negli ultimi 10 anni il mondo in cui viviamo è cambiato moltissimo. Nel 2010 eravamo alle prese con la peggiore crisi economica dal dopoguerra, Barack Obama era da poco Presidente degli Stati Uniti e il nostro Paese era reduce dal suo anno peggiore, il 2009, che ha registrato un calo del PIL del 5%. Per iniziare il 2020 nel segno dell’ottimismo abbiamo scelto 5 eventi positivi a cui abbiamo assistito tra l’inizio del 2010 e la fine del 2019, 5 buone notizie per affrontare il decennio con lo spirito giusto!

1.   Gli stipendi sono tornati a salire

Lo dice l’ISTAT nel suo Annuario: dopo una fase di decelerazione durata ben nove anni, nel 2018 le retribuzioni contrattuali orarie in Italia hanno ripreso a salire, registrando un +1,5%. La variazione è legata in particolare agli aumenti previsti per quasi tutti lavoratori del settore pubblico (+2,6%), dopo il blocco contrattuale che durava dal 2010.

2.   È cresciuto il settore agroalimentare italiano

Negli ultimi dieci anni gli italiani hanno ricominciato a scommettere sul settore agroalimentare, e hanno avuto ragione. Sono aumentate le imprese agricole gestite da giovani (oggi sono circa 56 mila) e sempre più ragazzi si sono iscritti agli istituti e alle facoltà di agraria. Un successo supportato dalla crescita del settore Food & Wine nazionale, che nel decennio appena concluso ha visto le esportazioni dell’84%. Secondo i dati diffusi da Federalimentazione i comparti che hanno registrato i dati migliori sono quello vinicolo (+80,3%), quello dolciario (+119%), quello dei salumi (+92%) e quello caseario (+125%).

3.   L’eccellenza del settore manufatturiero

In un decennio complessivamente difficile, se l’Italia è stata in grado di ripartire il merito è in gran parte delle esportazioni del settore manufatturiero. Nel 2009 il Made in Italy valeva infatti circa 370 miliardi, mentre alla fine del 2019 quella soglia è stata superata di 110 miliardi. Certo la situazione resta delicata e serviranno i giusti investimenti per rivitalizzare i consumi, ma abbiamo iniziato a mettere distanza dai tempi bui in cui fallivano circa 5 mila aziende al trimestre.

4.   Il dibattito sull’emergenza climatica

I dati sull’inquinamento diffusi dall’Organizzazione metereologica mondiale non sono affatto positivi: tra il 2015 e il 2019 il tasso di CO2 è aumentato di oltre il 20% rispetto al quinquennio precedente, e le temperature hanno continuato a crescere. La buona notizia riguarda però la presa di coscienza di gran parte della popolazione mondiale. La causa sostenuta da Greta Thunberg, gli scioperi ambientalisti e il successo di iniziative come i Fridays for future hanno portato alla ribalta una questione fondamentale per tutti, che riguarda la sopravvivenza stessa del pianeta.

5.   Le riforme delle pensioni

La crisi del 2011 ha imposto una riforma delle pensioni che ha portato a regime per tutti il sistema di calcolo contributivo. Anche se non perfetta e non facile, la riforma ha segnato il primo passo di un percorso necessario, e non più rimandabile, verso l’equità e la riduzione della spesa. Non a caso si profila la possibilità di una sorta di tregua. Se il PIL più non scenderà sotto l’1,2% e il mercato continuerà a crescere, secondo gli esperti il prossimo decennio potrebbe segnare un’occasione d’oro per eliminare in anticipo gli squilibri e riportare la spesa previdenziale a livelli sostenibili.

La sfida per un decennio positivo e nel segno della ripresa è aperta. Continua a seguirci per conoscere tutte le ultime notizie sul mondo del risparmio, del lavoro e delle pensioni!

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