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Riforma pensioni 2026: le novità che preoccupano lavoratori e sindacati

La Riforma Pensioni 2026 apre un nuovo capitolo delicato per il sistema previdenziale italiano. Con la legge di Bilancio approvata a fine 2025, il Governo ha introdotto una serie di modifiche che incidono in modo diretto su lavoratori precoci, addetti ai lavori usuranti e su chi contava sulla previdenza complementare per rendere più sostenibile l’uscita dal lavoro. Ecco cosa sapere.

Riforma Pensioni 2026: i nodi da sciogliere

Con l’approvazione della legge di Bilancio 2026, il Governo introduce una serie di modifiche che incidono in modo diretto su lavoratori precoci, addetti ai lavori usuranti e su chi contava sulla previdenza complementare per rendere più facile l’uscita dal lavoro.

Il punto più critico riguarda i tagli ai fondi destinati al pensionamento anticipato.

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I lavoratori precoci, cioè chi ha iniziato a lavorare molto giovane e ha alle spalle carriere contributive lunghe, vedono ridursi drasticamente le possibilità di andare in pensione prima.

Strumenti come la cosiddetta “Quota 41”, utilizzata ogni anno da decine di migliaia di persone, vengono fortemente ridimensionati a partire dal 2027.

Ancora più complesso lo scenario per chi svolge lavori usuranti: mansioni fisicamente o mentalmente logoranti, come il lavoro notturno, l’edilizia, i trasporti o la sanità.

Con il taglio dei fondi dedicati, per molti di questi lavoratori l’uscita anticipata diventa un traguardo sempre più lontano, nonostante l’impatto che queste attività hanno sulla salute nel lungo periodo.

Un altro cambiamento rilevante riguarda la previdenza complementare.

Viene infatti cancellata la norma che permetteva di utilizzare la rendita dei fondi pensione per integrare o anticipare la pensione contributiva.

Una scelta che aumenta l’incertezza soprattutto per chi ha carriere discontinue o redditi più bassi e rischia di non raggiungere una pensione pubblica sufficiente.

Le reazioni dei sindacati, in particolare della CGIL, sono state immediate.

Le critiche parlano di una riforma che punta alla sostenibilità dei conti pubblici ma che rischia di scaricare il peso dell’aggiustamento sulle categorie più fragili, aumentando disuguaglianze e riducendo la flessibilità in uscita dal lavoro.

Il messaggio che emerge è chiaro: il sistema pensionistico sta diventando sempre più rigido e complesso.

Per questo informarsi, capire le regole e pianificare per tempo diventa fondamentale.

Non basta più guardare solo all’età pensionabile: servono consapevolezza, scelte ponderate e una visione di lungo periodo per affrontare il futuro con maggiore serenità.

Per seguire da vicino l’evoluzione della riforma, segui

e avrai informazioni utili per orientarti tra diritti, limiti e opportunità.

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