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Assegno Unico 2026: come cambiano le regole ISEE per le famiglie

Dal 2026 cambia il modo in cui viene calcolato l’ISEE, e con esso cambiano anche gli importi dell’Assegno Unico per le famiglie con figli a carico. Le novità introdotte dalla riforma toccano franchigie, scala di equivalenza e trattamento dei bonus: vediamo i punti principali e cosa comportano in pratica.

Cosa cambia nel calcolo dell’ISEE

Il nuovo ISEE 2026 si basa su redditi e patrimoni riferiti all’anno 2024 e introduce alcune modifiche rilevanti.

La franchigia sulla casa principale sale a 91.500 euro: questo significa che, per chi è proprietario della prima casa, una parte consistente del valore dell’immobile non verrà più considerata nel calcolo.

Il risultato è un ISEE più basso e, di conseguenza, un potenziale aumento dell’Assegno Unico spettante.

Per fare un esempio concreto: una famiglia con una prima casa valutata 120.000 euro vedrà conteggiati ai fini patrimoniali solo 28.500 euro, anziché l’intero valore dell’immobile.

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Più figli, più franchigie

Un’altra novità riguarda i figli conviventi: per ciascuno viene riconosciuta una franchigia aggiuntiva di 2.500 euro.

Una famiglia con tre figli potrà quindi sottrarre 7.500 euro dal calcolo, alleggerendo ulteriormente l’indicatore.

Per le famiglie con almeno cinque figli, inoltre, la scala di equivalenza viene rafforzata (il coefficiente passa da 0,10 a 0,55) rendendo l’ISEE risultante sensibilmente più basso.

Bonus e aiuti: fuori dal conteggio

Tra le novità più attese c’è l’esclusione dal calcolo ISEE di una serie di bonus e aiuti economici ricevuti dalle famiglie, come alcuni sostegni per la scuola o bonus sociali.

Fino ad oggi, questi importi rischiavano di innalzare l’indicatore e quindi di ridurre l’accesso ai benefici.

Dal 2026, non peseranno più sulla situazione economica dichiarata.

Cosa fare per non perdere i benefici

Per accedere correttamente all’Assegno Unico con le nuove regole è fondamentale compilare con attenzione la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), verificando i dati relativi a:

  • redditi
  • patrimonio
  • e composizione del nucleo familiare.

In caso di dubbi, il consiglio è rivolgersi a un CAF o a un consulente di fiducia, soprattutto per le situazioni più articolate come nuclei monoparentali, famiglie numerose o presenza di figli con disabilità.

Le scadenze per la presentazione della DSU e le tempistiche di erogazione dell’assegno sono consultabili sul portale INPS e presso i patronati territoriali.

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