Da pensionato, può capitarti di affrontare la dichiarazione dei redditi aspettandoti un rimborso e di scoprire invece che devi versare qualcosa in più. Succede più spesso di quanto si creda, soprattutto se oltre all’assegno dell’INPS percepisci altri redditi. La buona notizia è che puoi correre ai ripari. Dal 15 ottobre 2026 l’INPS accoglie le domande con cui, in vista del 2027, puoi far applicare un’aliquota più alta oppure rinunciare alle detrazioni. Vediamo insieme di cosa si tratta.
La novità in breve
Dal 15 ottobre 2026 l’INPS ha aperto la possibilità di comunicare come desideri che vengano calcolate le trattenute fiscali sulla tua pensione, cioè chiedere un’aliquota IRPEF più alta del normale oppure rinunciare, in tutto o in parte, alle detrazioni, come indicato nel messaggio INPS n. 3245 del 13 ottobre 2026.
Le richieste raccolte adesso valgono per l‘anno d’imposta 2027, quello i cui redditi finiranno nella dichiarazione del 2028. Non toccano quindi i conteggi già in corso.
Quanti anni hai?
Quando le trattenute sulla pensione non bastano
Quando non ricevi comunicazioni diverse, l’INPS calcola le tasse e riconosce le detrazioni basandosi solo sulla cifra che ti versa.
Le tasse sul reddito, cioè IRPEF, non si calcolano con un’unica percentuale uguale per tutti.
Il reddito viene diviso in fasce e ciascuna paga la propria quota, con percentuali che salgono man mano che il reddito aumenta.
Nel 2026 le fasce sono tre:
- 23% sulla parte di reddito fino a 28.000 euro
- 33% sulla parte compresa tra 28.000 e 50.000 euro
- 43% sulla parte oltre i 50.000 euro
Le detrazioni, invece, sono degli sconti che abbassano l’imposta da pagare, e per chi è in pensione scattano in automatico.
Quando il reddito complessivo è basso, cioè fino a 8.500 euro l’anno, lo sconto è al massimo e vale 1.955 euro. Più il reddito cresce, più lo sconto diminuisce, fino a sparire del tutto una volta raggiunti i 50.000 euro.
Il nodo di chi ha più di un’entrata
Questo sistema funziona bene finché la pensione è l’unico reddito.
Le cose cambiano se incassi anche altro, per esempio il canone di un affitto tassato in modo ordinario oppure il pagamento per un lavoro occasionale.
In quei casi l’INPS continua a trattenere come se esistesse solo la pensione, ma il reddito complessivo è più alto e una sua parte finisce sotto un’aliquota maggiore.
Il risultato è che a fine anno le trattenute possono rivelarsi troppo basse rispetto a quanto devi davvero, e la differenza spunta fuori proprio con la dichiarazione.
Lo stesso discorso vale per le detrazioni, che potrebbero esserti state riconosciute in misura più alta rispetto a quella a cui hai diritto.
Un esempio per capire meglio
Immagina di avere una pensione annua entro i 28.000 euro.
Da sola, viene tassata con l’aliquota del 23%. Se però affitti anche un appartamento, il canone si somma alla pensione.
Una fetta del tuo reddito totale può così superare la prima fascia e ricadere nell’aliquota del 33%.
Dato che l’INPS non conosce quell’affitto, trattiene meno del necessario, e il saldo mancante ricompare al momento della dichiarazione.
Cosa puoi chiedere all’INPS
Per non arrivare impreparato a quel momento, puoi chiedere all’Istituto di modificare in anticipo il modo in cui calcola le trattenute. Hai due strade:
- rinunciare, in tutto o in parte, alle detrazioni per reddito
- far applicare un’aliquota più alta rispetto a quella che verrebbe usata normalmente
Una precisazione importante. Così facendo non stai pagando meno tasse.
Stai solo distribuendo il prelievo lungo l’anno in modo più vicino alla tua reale situazione, così da ridurre il rischio di un conguaglio pesante.
E se invece trattengono troppo?
Può capitare anche il contrario, cioè che ti venga trattenuto più del dovuto o che resti fuori una detrazione che ti spettava.
In questo caso le somme non vanno perse. Le recuperi al momento della dichiarazione, con il modello 730 oppure con il modello Redditi Persone Fisiche.
Come e quando inviare la richiesta
La comunicazione si trasmette online, tramite il servizio dell’INPS dedicato alle detrazioni d’imposta per reddito e per carichi di famiglia.
Un dettaglio da non dimenticare. La scelta non è per sempre.
Va rinnovata ogni anno, quindi se vuoi mantenerla anche in futuro dovrai ripresentarla.
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