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Contributo spese sanitarie INPS 2026: requisiti, importi e come fare domanda

Lo sai che puoi farti rimborsare buona parte delle tue spese mediche? Se insegni nella scuola dell’infanzia o primaria statale e fai parte della Gestione Assistenza Magistrale, l’INPS ti rimborsa fino a 10.000 euro sulle cure dell’ultimo anno. Un aiuto poco conosciuto, finanziato dagli stessi insegnanti con una piccola trattenuta mensile dello 0,80% sullo stipendio. Scopri se ti spetta e come richiederlo.

A chi spetta

Hai diritto al contributo se sei maestra o maestro di ruolo della scuola dell’infanzia o della scuola primaria statale.

Non devi fare nulla per iscriverti, perché entri nella gestione in modo automatico quando firmi il contratto a tempo indeterminato.

Puoi riceverlo anche se sei un dirigente scolastico che proviene dal ruolo dei direttori didattici o un direttore dei servizi generali e amministrativi indicato dalla legge.

Una volta maturato, il diritto non si esaurisce con la fine del lavoro, ma resta valido anche quando vai in pensione.

L’aiuto, inoltre, non protegge solo te, ma si estende ai tuoi familiari:

  • il coniuge o la persona unita civilmente, se convive con te ed è a tuo carico
  • i figli a carico fino a 26 anni, non sposati e conviventi, oppure senza limiti di età se del tutto inabili al lavoro
  • i genitori a carico
  • i fratelli e le sorelle maggiorenni, conviventi e a carico, se inabili al lavoro
  • gli orfani che ricevono una quota della pensione di reversibilità
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Quali cure vengono rimborsate

Le prestazioni coperte sono molte e toccano quasi tutti i bisogni di salute.

Puoi chiedere il rimborso per:

  • cure dei denti e apparecchi ortodontici
  • protesi ortopediche, acustiche e oculari
  • occhiali da vista e lenti a contatto
  • visite mediche generiche e specialistiche, ticket ed esami di laboratorio
  • farmaci con ricetta, compresi quelli omeopatici
  • psicoterapia e logopedia
  • cure termali e interventi chirurgici
  • letti ortopedici e parrucche per chi affronta terapie oncologiche
  • procreazione assistita, fino a tre percorsi

Limiti ed esclusioni

Alcune spese hanno un importo massimo rimborsabile, pari a 100 euro per la montatura degli occhiali e a 300 euro per i farmaci.

Restano fuori, invece, le perizie medico-legali e i trattamenti di pura estetica.

Se hai già coperto in parte una spesa con un’assicurazione o grazie a un ente pubblico, il rimborso si calcola solo sulla cifra rimasta davvero a tuo carico.

Quanto puoi ricevere davvero

La somma restituita non è fissa, ma cambia in base all’ISEE del tuo nucleo familiare.

Più il valore è basso, più alta è la percentuale riconosciuta:

  • ISEE fino a 8.000 euro — rimborso del 60%, con una spesa minima di 300 euro
  • tra 8.000,01 e 24.000 euro — rimborso del 50%, con una spesa minima di 650 euro
  • tra 24.000,01 e 32.000 euro — rimborso del 45%, con una spesa minima di 1.000 euro
  • oltre 32.000 euro — rimborso del 40%, con una spesa minima di 1.400 euro

In nessun caso, comunque, il rimborso può superare il tetto massimo di 10.000 euro.

Come presentare la domanda e quali documenti servono

Prima di presentare la domanda vale la pena ricordare qualche regola da rispettare.

Le fatture e le ricevute devono riguardare prestazioni svolte negli ultimi dodici mesi e ogni cura deve avere una prescrizione del medico fatta prima del pagamento.

Inoltre, tra una domanda e l’altra devono passare almeno dodici mesi.

La richiesta si fa solo online, nell’area del portale INPS dedicata alle Prestazioni Welfare.

Ti basta allegare:

  • le prescrizioni scansionate
  • le fatture intestate a chi ha ricevuto le cure
  • la dichiarazione che conferma che le copie corrispondono agli originali
  • un documento d’identità valido

L’esito ti arriva nella tua area riservata sul sito.

Se la domanda viene respinta, puoi chiedere un nuovo controllo entro trenta giorni.

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