La carta d’identità elettronica (CIE) è ormai il documento di riferimento e la vecchia versione cartacea è destinata a scomparire: secondo le nuove regole europee, i documenti non più conformi agli standard di sicurezza perdono validità entro il 3 agosto 2026. Ma chi ce l’ha ancora nel portafoglio deve buttarla via subito? La risposta è no: la normativa nazionale ha previsto un periodo di transizione, con precise scadenze entro cui il documento di carta può ancora essere utilizzato. Vediamolo insieme.
Cosa prevedono le regole europee
A livello europeo, il Regolamento (UE) 2025/1208 del 12 giugno 2025 ha rafforzato le regole di sicurezza delle carte d’identità rilasciate dai Paesi dell’Unione. Le nuove carte devono avere un formato standardizzato, una zona a lettura ottica e un supporto elettronico altamente protetto che contiene i dati biometrici del titolare, cioè l’immagine del volto e due impronte digitali. Sono proprio queste le caratteristiche della carta d’identità elettronica (CIE).
La vecchia carta cartacea non possiede questi elementi di sicurezza. Per questo motivo il regolamento stabilisce che le carte che non rispettano tali requisiti non potranno più essere valide oltre il 3 agosto 2026: chi ha una carta che scade prima potrà usarla fino alla scadenza, mentre per tutte le altre quella data rappresenta il limite massimo.
Quanti anni hai?
Cosa prevede la normativa italiana
Il decreto-legge n. 108/2026 introduce alcune regole che riguardano proprio la carta d’identità in formato cartaceo. L’obiettivo è evitare disagi ai cittadini nel periodo in cui il documento di carta viene progressivamente affiancato e sostituito dalla carta d’identità elettronica (CIE).
La validità del documento nei contratti già firmati
La prima regola riguarda i contratti, pubblici o privati, firmati entro il 3 agosto 2026. Se in uno di questi contratti la carta d’identità cartacea è stata usata per il riconoscimento della persona, il documento continua a valere, ma solo per quel contratto, fino alla data di scadenza indicata sulla carta.
Fino a quando si può usare la carta cartacea
La norma prevede poi che, in attesa del rilascio della carta d’identità elettronica, il documento cartaceo non scaduto possa continuare a essere utilizzato per diverse attività importanti della vita di tutti i giorni. In particolare, può servire per:
- l’accesso a prestazioni sanitarie, previdenziali e assicurative;
- i rapporti con la pubblica amministrazione e con chi eroga pubblici servizi;
- la consegna di posta e atti giudiziari;
- il ritiro o il deposito di denaro presso banche, istituti che erogano servizi finanziari e uffici postali.
Questa possibilità è però limitata nel tempo: la disposizione si applica fino al 31 gennaio 2027.
Il documento provvisorio in caso di urgenza
Il decreto prevede anche una soluzione per chi si trova in situazioni urgenti. Fino al 31 dicembre 2027, in attesa del rilascio della carta d’identità elettronica, il sindaco può rilasciare un documento d’identità provvisorio, con validità non superiore a sei mesi e non rinnovabile. Al momento del ritiro della carta elettronica, il documento provvisorio deve essere restituito al Comune.
Un’avvertenza per chi viaggia all’estero
Il documento provvisorio costituisce titolo valido per l’espatrio secondo le norme vigenti. Occorre però tenere presente un aspetto importante: al momento del rilascio, il cittadino viene avvisato che tale documento potrebbe non essere accettato da alcuni Stati esteri per l’ingresso nel loro territorio. Un dettaglio da non sottovalutare prima di organizzare un viaggio.
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