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Convention Prestiter 2026, due giorni a Roma per guardare avanti 

Il 12 e 13 settembre a Roma, in occasione della Convention Nazionale Prestiter 2026, ci siamo fermati a guardare ciò che abbiamo costruito insieme nell’ultimo anno e, soprattutto, ci siamo chiesti come sta cambiando il mondo intorno a noi e quale contributo vogliamo dare, come azienda e come persone, alla società di domani. Vuoi sapere com’è andata? Leggi l’articolo.

Più tecnologia, ancora più persone

Geopolitica, demografia, intelligenza artificiale, lavoro: è da questi temi che ha preso il via l’intervento dell’Amministratore Delegato di Prestiter Andrea Di Vincenzo, mostrando come grandi trasformazioni globali siano già entrate nella vita delle persone, nell’economia delle famiglie e nel nostro modo di vivere e lavorare. 

Tra i temi al centro della Convention, uno riguarda ormai tutti noi: l’intelligenza artificiale.

In Prestiter abbiamo scelto di guardarla non come una minaccia, ma come uno strumento che, se usato con competenza, può aiutarci a lavorare meglio, liberare tempo e valorizzare ciò che sappiamo fare.

“L’intelligenza artificiale non deve rendere le persone meno importanti. Può fare esattamente il contrario: può aiutarci a dedicare più tempo e più energie a ciò che davvero fa la differenza, la relazione con le persone”, ha sottolineato l’Amministratore “non possiamo limitarci a osservare quello che sta succedendo intorno a noi. Dobbiamo capire il cambiamento e decidere quale ruolo vogliamo avere al suo interno perché comprendere ciò che sta accadendo significa prepararsi al futuro e capire che tipo di azienda vogliamo essere mentre quel futuro prende forma”.

E proprio qui emerge un apparente paradosso: più cresce la tecnologia, più acquistano valore le qualità profondamente umane.

In un mondo in cui tutto tende a diventare più veloce e automatizzato, trovare dall’altra parte una persona competente, preparata e capace di ascoltarti avrà ancora più valore. Ed è lì che dobbiamo continuare a fare la differenza” ha affermato l’amministratore. La tecnologia può aiutarci, velocizzarci e renderci più efficienti, ma sono le persone a fare la differenza “Un’impresa non può occuparsi soltanto dei propri risultati. Deve chiedersi che ambiente sta costruendo per le persone che ne fanno parte e quale contributo può dare alla società in cui opera. La nostra ambizione deve essere migliorare ogni giorno, come professionisti e come persone, e provare a lasciare qualcosa di migliore a chi verrà dopo di noi”.

Nessun risultato nasce da solo

Se la prima parte della Convention ha guardato al mondo che cambia, gli interventi dei manager delle diverse aree aziendali hanno riportato l’attenzione su ciò che permette a Prestiter di affrontare quel cambiamento: le sue persone.

Le immagini utilizzate sul palco lo hanno raccontato con semplicità:

  • una montagna da scalare aiutandosi a vicenda
  • radici solide per sapere da dove veniamo
  • ali per continuare ad andare avanti
  • e una squadra che spinge insieme fino all’ultimo metro prima del traguardo.

Un unico messaggio che dice che da soli possiamo fare bene il nostro lavoro, ma insieme possiamo costruire qualcosa di più grande.

Ed è lo stesso principio che portiamo ogni giorno fuori dall’azienda. Dietro una pratica non c’è mai soltanto un numero: c’è una persona, un pensionato, un genitore, qualcuno che vuole sistemare casa, aiutare un figlio o finalmente realizzare un progetto rimasto a lungo nel cassetto.

Il nostro lavoro comincia proprio dall’ascoltare quella persona e accompagnarla verso la sua scelta.

Il credito è prima di tutto fiducia

A portare alla Convention lo sguardo dell’intero settore è stato Cesare Colombi, Presidente di Assofin e Amministratore Delegato di Prestitalia.

Il suo intervento ha ricordato quanto il credito sia legato alla vita reale delle persone.

Dietro una richiesta di finanziamento ci sono bisogni, progetti, aspettative e, soprattutto, una scelta che richiede fiducia.

Per questo fare intermediazione finanziaria significa assumersi una responsabilità precisa: lavorare con correttezza, competenza e trasparenza, soprattutto quando davanti a noi abbiamo persone che hanno bisogno di essere accompagnate e messe nelle condizioni di scegliere consapevolmente.

È un messaggio che riguarda da vicino ognuno di noi.

Perché il credito non è qualcosa di separato dalla società, ma ne segue i cambiamenti, ne intercetta i bisogni e spesso permette alle persone di trasformare un progetto in qualcosa di concreto.

Ed è proprio per questo che il modo in cui facciamo il nostro lavoro conta.

Migliori sempre, insieme

Dopo due giorni a Roma, la Convention Prestiter 2026 ci lascia quindi qualcosa che va oltre numeri, risultati e obiettivi. Ci lascia una direzione.

Usare la tecnologia senza perdere l’umanità. Crescere senza dimenticare la responsabilità. Cercare risultati senza dimenticare le persone. Guardare a ciò che accade fuori da Prestiter per capire come possiamo essere migliori anche dentro Prestiter.

Come ha ricordato Andrea Di Vincenzo:

Il futuro di Prestiter non dipende soltanto dal mercato o dalla tecnologia. Dipende soprattutto da noi: da come lavoriamo, da quanto continuiamo a imparare, da come ci prendiamo cura delle persone e da ciò che siamo capaci di costruire insieme”.

Un messaggio che racchiude il senso delle due giornate romane e delle parole che hanno accompagnato l’intera Convention: migliori sempre, insieme.

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