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Intestazione del conto e pensione INPS: l’errore che blocca l’accredito

Dopo una vita di lavoro, ricevere la tua prima pensione è un traguardo atteso. Eppure può capitare che l’assegno arrivi in ritardo o non venga versato, e quasi mai per colpa dell’importo. Il più delle volte il motivo è un dettaglio che in tanti sottovalutano, cioè a chi è intestato il conto che scegli per l’accredito. Vediamo insieme come funziona il pagamento della pensione, come aggiornare l’IBAN senza rischi e cosa fare se una mensilità non dovesse arrivare.

Perché conta a chi è intestato il conto

L’INPS non versa la pensione su un conto qualsiasi.

Prima di far partire il pagamento controlla che il tuo codice fiscale corrisponda a quello del titolare del conto, del libretto o della carta prepagata con IBAN. Se i due nomi non coincidono, l’accredito può fermarsi.

Questa regola vale anche tra marito e moglie. Essere sposati, vivere sotto lo stesso tetto o usare da sempre lo stesso conto per le spese di casa non basta.

Conta soltanto l’intestazione reale del rapporto bancario.

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Conto cointestato o conto di un solo coniuge

Se il conto è intestato soltanto a tua moglie o a tuo marito, non puoi indicarne l’IBAN per ricevere il tuo assegno, e lo stesso vale al contrario.

Con un conto cointestato la situazione cambia.

Quando siete entrambi titolari dello stesso rapporto, ciascuno può comunicare quell’IBAN per la propria pensione. Le due pensioni possono così finire sul medesimo conto, senza dover aprirne uno nuovo.

Comunione dei beni e delega, due casi da non confondere

Occhio a due situazioni che spesso traggono in inganno:

  • Comunione dei beni. Il regime che avete scelto come coppia non trasforma in cointestato un conto che riporta il nome di uno solo dei due.
  • Delega a operare. Poter prelevare denaro o pagare bollette sul conto di un’altra persona non significa esserne titolare. La delega ti permette alcune operazioni, ma non equivale alla cointestazione. Per lo stesso motivo un figlio non può farsi accreditare la pensione del genitore su un conto intestato solo a sé.

Come cambiare l’IBAN senza perdere una mensilità

Per aggiornare le coordinate su cui ricevi l’assegno, l’INPS mette a disposizione il servizio online “Cambiare le coordinate di accredito della pensione“.

Puoi inviare la richiesta in qualsiasi momento dell’anno, usando le credenziali digitali accettate dall’Istituto.

Per sicurezza, a volte ti vengono chiesti sia i vecchi che i nuovi dati di pagamento.

La regola d’oro è non avere fretta di chiudere il vecchio conto. Aspetta la conferma che il nuovo IBAN sia stato registrato e che il primo versamento sia andato a buon fine, poi conserva la ricevuta.

Cosa fare se una rata non arriva

Il rischio più comune è proprio una rata che si ferma perché l’IBAN comunicato non supera i controlli dell’INPS, per esempio quando il conto non è intestato o cointestato a te oppure è stato chiuso troppo presto.

Anche in questo caso, però, non perdi la mensilità.

Il diritto alla pensione resta e il problema riguarda solo il modo in cui incassi il denaro.

Per recuperare le somme c’è un servizio apposito, pensato per chiedere il pagamento delle rate di pensione non versate.

Ti basta indicare coordinate valide e intestate a te e la sede INPS competente disporrà il pagamento di quanto ti spetta.

Esistono eccezioni alla regola?

Qualche eccezione c’è, ma riguarda casi particolari e non la normale gestione economica di una famiglia.

L’INPS prevede, per esempio, che chi vive in istituti religiosi o in strutture simili possa ricevere l’assegno sul conto dell’ente che lo ospita, firmando i documenti richiesti.

In queste situazioni la banca si impegna anche a restituire all’INPS le somme che dovessero arrivare quando il diritto alla pensione è ormai cessato, come accade dopo la morte del pensionato, così che il denaro versato per sbaglio torni all’Istituto.

Al di fuori di questi casi, però, non puoi usare liberamente il conto di un parente o di un convivente.

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