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Autonomia: cosa ci dicono i numeri sull’età che avanza

Gli italiani vivono più a lungo, ma la vera sfida è continuare a scegliere come vivere. Ecco cosa raccontano i dati sull’autonomia degli anziani e perché imparare a chiedere aiuto può fare la differenza.

Martedì mattina, ore dieci. Giulia, 78 anni, ha la ricetta del medico sul tavolo da tre giorni. La farmacia è a dieci minuti a piedi, ma con il ginocchio che fa male sembrano molti di più. Potrebbe chiamare il figlio, che però lavora fino alle sei, e lei non vuole disturbare. Allora aspetta: domani magari andrà meglio.

È una situazione comune a tante famiglie italiane, che racconta una verità importante: essere autonomi non significa necessariamente riuscire a fare tutto da soli, ma conservare la possibilità di scegliere come vivere la propria quotidianità.

Un Paese che invecchia: cosa dicono i numeri

Al 1° gennaio 2026, in Italia gli over 65 sono 14,8 milioni, il 25,1% della popolazione, mentre i ragazzi fino a 14 anni rappresentano appena l’11,6%.

Siamo il Paese più anziano d’Europa e gli over 85 superano i 2,5 milioni.

Vivere più a lungo è una conquista, ma porta con sé una domanda fondamentale: come possiamo vivere bene gli anni in più?

Una risposta arriva da PASSI d’Argento, la sorveglianza coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità. Secondo i dati 2023-2024, 14 over 65 su 100 convivono con una disabilità, mentre altri 16 sono considerati fragili.

La distinzione è importante, perché una persona fragile riesce ancora a svolgere autonomamente le attività fondamentali, come:

  • lavarsi e vestirsi
  • ma incontra difficoltà in altre azioni quotidiane, dalla preparazione dei pasti alla gestione dei farmaci e degli spostamenti.

La buona notizia? La fragilità non è necessariamente irreversibile:

  • attività fisica
  • alimentazione equilibrata
  • relazioni sociali
  • e accesso alle cure possono contribuire a contrastarla.

E i dati mostrano che, dal 2016, la quota di anziani fragili e con disabilità è lentamente diminuita. 

L’autonomia è anche una questione di famiglia

Quando l’autonomia diminuisce, sono soprattutto i familiari a intervenire.

Tra gli anziani fragili che ricevono sostegno, il 95% viene aiutato dalla famiglia, mentre meno del 3% riceve assistenza domiciliare da operatori di ASL o Comuni.

Ma l’autonomia non dipende soltanto dalla salute, contano anche le relazioni, le abitudini e le possibilità economiche.

Secondo PASSI d’Argento, la fragilità interessa il 24% degli anziani con molte difficoltà economiche, contro il 14% di chi non ne riferisce.

Anche l’isolamento sociale può incidere: tra le persone con problemi di udito, il 34% non ha contatti sociali durante una settimana normale, contro il 14% del totale. 

Sono numeri che invitano a guardare oltre l’età anagrafica. A volte, per conservare la propria indipendenza, possono fare la differenza piccoli accorgimenti:

  • un aiuto nelle faccende domestiche
  • una passeggiata in compagnia
  • imparare a utilizzare lo smartphone per prenotare una visita
  • o semplicemente avere qualcuno su cui contare.

L’obiettivo non è fare tutto da soli, ma continuare a essere protagonisti delle proprie decisioni.

Imparare a chiedere aiuto è una forma di autonomia

C’è però un ostacolo che i numeri non raccontano: la difficoltà di chiedere aiuto.

Per chi ha trascorso una vita a occuparsi degli altri e a risolvere problemi, accettare una mano può sembrare una perdita di indipendenza.

È proprio uno dei temi affrontati in Vivere la pensione al 100%, il libro di Andrea Di Vincenzo, amministratore e cofondatore di Prestiter, edito da Mondadori con la prefazione di Andrea Roncato.

Tra le sue pagine troviamo la storia di Antonio, 74 anni, abituato a riparare tutto in casa senza chiedere niente a nessuno. Dopo un imprevisto, deve imparare a pronunciare due parole per lui difficilissime: «Mi aiuti?».

Un piccolo gesto che gli permette di scoprire qualcosa di importante: accettare il sostegno delle persone care non significa rinunciare alla propria autonomia, ma trovare un nuovo modo di viverla.

Il libro propone anche un semplice test per riflettere sulla propria autonomia fisica, mentale, emotiva e relazionale. Uno strumento utile da compilare individualmente oppure insieme ai propri genitori, per iniziare un dialogo su temi che spesso si preferisce rimandare.

Un libro da regalare a chi ami

L’autonomia non si misura soltanto in ciò che riusciamo a fare da soli, ma anche nella libertà di scegliere, chiedere aiuto e continuare a vivere pienamente.

Vivere la pensione al 100% è un libro che invita a guardare questa fase della vita con una prospettiva diversa, attraverso storie, riflessioni e consigli pratici.

Un regalo perfetto per chi sta vivendo la pensione e vuole affrontare con fiducia i cambiamenti dell’età, ma anche per figli, nipoti e familiari che desiderano comprendere meglio come accompagnare le persone care, rispettandone l’indipendenza.

Perché vivere bene più a lungo è importante, ma farlo insieme, senza perdere la propria libertà, lo è ancora di più.

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