Settembre è il mese in cui tutto riparte, e se sei un docente o fai parte del personale ATA, è anche il momento di fare i conti con il primo stipendio del nuovo anno scolastico. Tra aumenti ormai a regime, addizionali locali e differenze tra chi è di ruolo e chi è supplente, il cedolino di questo mese nasconde più di una novità. Ecco tutto quello che ti serve sapere.
Scuola: settembre sarà simile ad agosto
Se sei un docente o fai parte del personale ATA di ruolo, settembre è il secondo mese in cui vedi pienamente nello stipendio l’effetto del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027.
Gli aumenti erano già entrati ad agosto, con incrementi medi indicativi di circa 143 euro lordi mensili per i docenti e 107 euro per il personale ATA, con cifre effettive diverse in base al tuo profilo e alla tua anzianità.
Se sei di ruolo, quindi, il netto di settembre dovrebbe essere abbastanza vicino a quello di agosto, salvo variazioni personali dovute a trattenute, conguagli o altre voci.
Gli arretrati che hai eventualmente ricevuto ad agosto con cedolino separato, ovviamente, non fanno parte dello stipendio ordinario di settembre.
Quanti anni hai?
Perché il netto cambia da regione a regione
C’è un aspetto che sorprende molti: puoi avere la stessa qualifica, la stessa fascia e lo stesso stipendio lordo di un collega, eppure ricevere un netto diverso. Come è possibile?
Lo stipendio tabellare di un docente o di un collaboratore scolastico è identico in tutta Italia.
A fare la differenza sono le addizionali IRPEF regionali e comunali, cioè le imposte locali che cambiano da zona a zona.
Nei territori con la tassazione locale più alta il prelievo complessivo può avvicinarsi al 4%, o anche superarlo in alcune situazioni, mentre in altre regioni o comuni è più contenuto.
Il risultato è semplice: a parità di stipendio lordo, se vivi in un territorio con addizionali elevate puoi ritrovarti con qualche decina di euro in meno ogni mese rispetto a un collega che risiede dove le aliquote sono più basse.
Ecco perché, quando arriveranno gli importi di settembre, il confronto corretto va fatto sul lordo e sulle singole trattenute, non solo sul netto finale.
Supplenti e neoassunti: perché a settembre puoi prendere di più
Un caso particolare riguarda i supplenti annuali e chi è appena entrato in ruolo.
Se ti trovi in questa situazione, il tuo netto può risultare più alto rispetto a quello di un collega già in servizio da tempo.
Ma attenzione: non significa che tu guadagni di più. Il lordo è lo stesso.
La differenza sta nelle trattenute.
Su chi è già presente nel sistema stipendiale continuano a pesare le rate delle addizionali maturate sul reddito dell’anno precedente.
Sulla tua nuova partita stipendiale, invece, questo carico all’inizio non c’è ancora. Ecco perché a settembre puoi vedere accreditato un importo superiore.
Se sei un supplente o un neoassunto, inoltre, tieni presente che possono servire lavorazioni successive ed emissioni speciali, quindi i tempi di accredito possono essere diversi da quelli dell’emissione ordinaria.
Funzioni Centrali: un mese più interessante
Se lavori nelle Funzioni Centrali, vivi invece un mese particolare.
Il tuo contratto è stato rinnovato più di recente e settembre è tra i primi mesi in cui l’aumento entra pienamente nello stipendio.
Per questo ti conviene tenere d’occhio la differenza rispetto ad agosto.
Gli arretrati che ti spettano eventualmente seguono un percorso a parte e possono esserti accreditati in un momento diverso.
Dove controllare il cedolino
Per consultare il tuo stipendio e la busta paga ti basta entrare nell’area riservata NoiPA e aprire la sezione Consultazione pagamenti. Qui puoi verificare l’importo accreditato e il cedolino completo con il dettaglio di tutte le voci.
Con settembre si chiude di fatto la fase di assestamento degli stipendi dopo i rinnovi contrattuali.
Da qui in avanti gli importi dovrebbero stabilizzarsi, e tenere d’occhio il cedolino ti permetterà di notare subito ogni futura variazione.
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