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Cedolino pensione settembre 2026: tutte le novità e le trattenute da controllare

La pensione di settembre è arrivata, ma leggendo il cedolino qualcosa non ti torna? Tra conguagli fiscali e trattenute, questo mese l’importo può essere diverso dal solito. La buona notizia è che ogni variazione ha una spiegazione precisa, indicata nero su bianco tra le voci del cedolino. In questa guida ti aiutiamo a leggerle e a capire cosa è cambiato sulla tua pensione di settembre.

Quando arriva la pensione di settembre

Il rateo di pensione di settembre 2026 viene accreditato con valuta 1° settembre.

Ricorda che il pagamento in contanti è ammesso solo fino a 1.000 euro netti complessivi e che, se percepisci più prestazioni pensionistiche e assistenziali, queste ti vengono corrisposte con un unico mandato di pagamento.

I conguagli del modello 730/2026

Anche questo mese l’INPS prosegue le attività di assistenza fiscale. Per chi ha indicato l’INPS come sostituto d’imposta, sul rateo di settembre vengono applicati i conguagli che risultano dal modello 730/2026.

In pratica, il cedolino di settembre può comprendere due tipi di operazioni:

  • Un rimborso, se dalla dichiarazione dei redditi risulta un credito a tuo favore non ancora liquidato ad agosto.
  • Una trattenuta, se invece risulta un debito d’imposta da versare all’Agenzia delle Entrate. Se hai chiesto di pagare a rate, le trattenute devono comunque concludersi entro novembre. Per questo, se i dati sono arrivati all’INPS dopo giugno, potrebbe non essere possibile rispettare il numero di rate che avevi scelto.

Gli importi a rimborso e le somme trattenute sono indicati nel cedolino con voci distinte, così puoi capire con facilità quali operazioni sono state effettuate sulla tua pensione.

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La trattenuta per la mancata comunicazione dei redditi 2022

Anche a settembre l’INPS applica una trattenuta se percepisci prestazioni collegate al reddito, come integrazioni al minimo, maggiorazioni e quattordicesima, ma non hai comunicato all’Istituto i redditi relativi al 2022.

La trattenuta corrisponde al 5% dell’importo della pensione pagato a luglio 2026 e nel cedolino compare con la dicitura “Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008“.

Attenzione alla scadenza: il 15 settembre 2026 è il termine ultimo per inviare all’INPS le informazioni sui redditi del 2022, presentando una domanda di ricostituzione reddituale. Se i dati non vengono trasmessi entro quella data, le prestazioni collegate al reddito riferite al 2022 saranno revocate in via definitiva. Per le pensioni ai superstiti, invece, sarà applicata la riduzione massima prevista dalla legge.

Restano escluse da questa operazione le prestazioni assistenziali di invalidità civile, gli assegni sociali e le pensioni sociali.

Le revoche legate ai redditi 2021

Sul cedolino possono comparire anche due trattenute che nascono da verifiche sui redditi del 2021.

La prima riguarda la quattordicesima: l’INPS ha controllato le pensioni su cui era stata riconosciuta in via provvisoria e, nei casi di superamento delle soglie di reddito previste dalla legge, ha disposto la revoca e il recupero delle somme in 24 rate mensili, a partire da agosto 2026. Nel cedolino la voce è “Somma aggiuntiva – c.d. quattordicesima l. N. 127/2007 – debito 2021“.

La seconda riguarda l’importo aggiuntivo di 154,94 euro: anche in questo caso, dove sono stati superati i limiti di reddito, l’INPS ha disposto la revoca con recupero in 12 rate mensili, sempre da agosto 2026. La voce nel cedolino è “Importo aggiuntivo (legge 23 dicembre 2000, n. 388) – debito anno 2021“.

In entrambi i casi, se sei tra gli interessati, hai ricevuto una comunicazione tramite raccomandata con tutte le informazioni sul recupero.

Hai notato una variazione sul tuo cedolino e vuoi capirci di più? Seguici sui canali ufficiali di Prestiter:

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