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Corso di Lingue in Italia 2026: come funziona il bando INPS e chi può fare domanda

Tuo figlio vorrebbe imparare bene una lingua straniera e ottenere una certificazione riconosciuta, ma i costi di un corso ti fermano? C’è una buona notizia: l’INPS ha pubblicato un nuovo bando che copre gran parte della spesa. Si chiama “Corso di lingue in Italia 2026” ed è pensato per i figli dei dipendenti e dei pensionati della pubblica amministrazione. Vediamo insieme di cosa si tratta, chi può partecipare e come presentare la domanda.

Che cos’è il bando e a cosa serve

Il concorso mette a disposizione un contributo economico per aiutare le famiglie a pagare un corso di lingua straniera frequentato in Italia. Non si tratta di un corso qualsiasi: deve essere un percorso extracurriculare, cioè svolto al di fuori dell’orario scolastico, e deve preparare lo studente a sostenere l’esame per ottenere una certificazione ufficiale.

La certificazione segue il Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER/CEFR), lo standard usato in tutta Europa per misurare il livello di conoscenza di una lingua, che va dall’A2 fino al C2. Il diploma deve essere rilasciato da un ente riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e non deve avere una scadenza.

Per questa edizione l’INPS mette a disposizione 6.100 contributi, suddivisi tra i vari livelli scolastici. Il corso deve svolgersi tra settembre 2026 e giugno 2027, durare almeno 4 mesi e prevedere un minimo di 60 ore di lezione, al termine delle quali lo studente sostiene l’esame per la certificazione.

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Chi può partecipare

Il beneficiario è lo studente, che deve essere figlio o orfano del “titolare del diritto”, cioè il dipendente o il pensionato della pubblica amministrazione iscritto alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. La domanda la presenta di norma il genitore titolare, oppure, in casi particolari, il genitore superstite, l’altro genitore o il tutore.

Ci sono poi alcuni requisiti che riguardano direttamente lo studente:

  • deve aver frequentato nell’anno scolastico 2025/2026 l’ultimo anno della scuola primaria, la scuola secondaria di primo grado (medie) o quella di secondo grado (superiori);
  • non deve avere più di 23 anni;
  • non deve aver già ricevuto, per lo stesso anno scolastico, altri aiuti simili di valore superiore alla metà del contributo previsto da questo bando.

Il beneficio inoltre non è cumulabile con altri concorsi INPS analoghi.

Quanto vale il contributo

L’importo massimo di ogni contributo è di 800 euro e serve a coprire in parte la spesa del corso. La cifra effettivamente riconosciuta dipende dal valore ISEE del nucleo familiare: più basso è l’ISEE, più alta è la percentuale coperta.

Serve quindi un’attestazione ISEE 2026 valida. Se è già stata rilasciata per il nucleo familiare dello studente, il sistema la acquisisce in automatico.

Come e quando presentare la domanda

La domanda si presenta solo online sul sito ufficiale INPS. Ecco i passaggi da seguire.

  • Entra nella tua area riservata con le credenziali digitali SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) oppure Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • Cerca il “Portale Prestazioni Welfare”;
  • Scegli la prestazione “Corso di lingue in Italia” e compila la richiesta;
  • Presenta una domanda separata per ciascun figlio, se in famiglia ci sono più ragazzi che possono partecipare.

I dati sulla scuola e i voti di giugno vengono acquisiti direttamente dal Ministero, ma è bene controllarli nella propria area riservata.

La domanda può essere trasmessa a partire dalle ore 12.00 del 22 luglio 2026 e fino alle ore 12.00 del 2 settembre 2026. 

Come funziona la graduatoria

Dopo la chiusura delle domande, entro il 30 settembre 2026 l’INPS pubblica tre graduatorie separate: una per la scuola primaria, una per le medie e una per le superiori. In questo modo gli studenti dei diversi cicli non concorrono tra loro.

I criteri cambiano per ciclo: per primaria e medie conta soprattutto l’ISEE, con precedenza a chi non ha già usufruito del corso negli anni scorsi; per le superiori pesa anche la media dei voti. In caso di parità viene favorito lo studente orfano, poi chi ha l’ISEE più basso.

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