Hai in programma di costruire casa o di ristrutturare? Allora devi sapere che qualcosa sta per cambiare. Dal 3 agosto 2026 entrano in vigore nuovi obblighi sull’uso delle energie rinnovabili negli edifici: una parte dei consumi della casa dovrà essere coperta da fonti rinnovabili come il fotovoltaico o le pompe di calore. Sono regole che incidono sul progetto e sui costi dei lavori. E proprio perché affrontare una spesa del genere non è sempre semplice, esiste una soluzione di credito che può dare una mano. Vediamo prima però cosa prevedono le nuove regole.
Da quando scattano le nuove regole
Le nuove regole nascono da un decreto sulle energie rinnovabili, il Decreto Legislativo n. 5/2026, e partono dal 3 agosto 2026. A fare la differenza è la data in cui presenti la richiesta del titolo edilizio, cioè il permesso per costruire o ristrutturare. Un esempio: se presenti la domanda il 4 agosto, dovrai rispettare i nuovi obblighi; se l’hai presentata a luglio, valgono ancora le regole di prima.
Quanti anni hai?
Quali edifici sono interessati
Le nuove regole valgono per le case nuove e anche per gli edifici da ristrutturare. Il decreto, infatti, individua tre situazioni:
- gli edifici di nuova costruzione;
- gli edifici esistenti oggetto di ristrutturazioni importanti;
- gli edifici esistenti oggetto di interventi di ristrutturazione dell’impianto termico.
In tutti questi casi bisogna rispettare gli obblighi sulle fonti rinnovabili, con percentuali diverse a seconda dell’intervento.
Quanta energia deve arrivare dalle rinnovabili
Le percentuali cambiano a seconda del tipo di lavori:
- Case nuove: l’obbligo è più alto, le fonti rinnovabili devono coprire il 60% dei consumi.
- Ristrutturazioni importanti: la quota è più bassa, il 40% nei casi più consistenti e il 15% in quelli più leggeri.
- Interventi sul solo impianto di riscaldamento: la copertura richiesta è del 15%.
In generale, più l’intervento è ampio, più alta è la quota di energia che deve arrivare da fonti pulite.
Un limite sul riscaldamento elettrico
Il decreto introduce anche una regola sul riscaldamento cosiddetto “a effetto Joule”, cioè quello prodotto da una resistenza elettrica, come nelle comuni stufette elettriche. Questo tipo di riscaldamento viene limitato, con un’eccezione per le unità immobiliari che si trovano in classe energetica B o superiore.
Quando c’è impossibilità tecnica o poca convenienza
Il decreto tiene conto anche dei casi in cui rispettare gli obblighi non sia possibile o non sia conveniente. In queste situazioni, l’impossibilità tecnica o la mancata convenienza economica deve essere motivata dal progettista in un’apposita relazione, che esamina le diverse soluzioni disponibili. Quando la relazione non è dovuta, il progettista comunica comunque le informazioni al Comune.
Le regole verranno aggiornate nel tempo
Un ultimo aspetto utile da sapere: queste percentuali non sono fisse per sempre. Il decreto prevede che, a partire dal 1° gennaio 2026, gli obblighi vengano rivisti almeno ogni cinque anni, per tenere conto dell’evoluzione delle tecnologie. Chi progetta casa oggi, quindi, farà bene a informarsi sulle regole aggiornate al momento della richiesta.
Come sostenere la spesa
Adeguare la casa alle nuove regole comporta un investimento non sempre leggero. Per chi sta pianificando i lavori e valuta come coprirne i costi, la cessione del quinto dello stipendio o della pensione può essere una delle soluzioni da considerare. È una forma di finanziamento pensata per dipendenti e pensionati, con una rata fissa trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione, entro il limite di un quinto dell’importo netto. Non essendo legata a uno scopo preciso, la somma ottenuta può essere impiegata liberamente, anche per far fronte a questo tipo di spese.
Per saperne di più basta compilare il form, senza alcun impegno: verrai ricontattato da un nostro Agente, che ti fornirà tutte le informazioni del caso.
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