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Nuova convenzione INPS 2026: le regole aggiornate della cessione del quinto

Ricevi una pensione INPS e stai pensando di trasformare una parte di quello che percepisci ogni mese in un progetto concreto? Esiste una soluzione di credito che potrebbe aiutarti a realizzarlo. E c’è una novità che ti riguarda da vicino: dal 1° maggio 2026 è in vigore una nuova convenzione tra INPS e istituti finanziatori, valida fino al 30 aprile 2029, che aggiorna le regole del prodotto e rafforza le tutele legate alla sicurezza e all’identificazione del pensionato, aspetti utili da conoscere prima di richiedere il prestito. Vediamo nel dettaglio cosa cambia.

Chi può richiedere il prestito

La cessione del quinto della pensione è riservata ai titolari di un trattamento pensionistico erogato dall’INPS. Vale però la pena ricordare che non tutte le prestazioni sono cedibili: restano escluse, tra le altre, le pensioni e gli assegni sociali, i trattamenti di invalidità civile, gli assegni al nucleo familiare e l’APE sociale. È un aspetto che spesso sfugge, ma che determina fin dall’inizio la possibilità di accedere o meno al finanziamento.

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Importi, durata e rimborso

Il meccanismo di fondo è quello noto a chi conosce già questo prodotto: la rata non può superare un quinto, cioè il 20%, della pensione al netto delle trattenute fiscali e previdenziali, e ogni mese è l’INPS a trattenere direttamente l’importo per versarlo all’istituto finanziatore. Un principio resta centrale: la trattenuta non può mai intaccare il trattamento minimo, quindi una parte della pensione è sempre salvaguardata. La durata massima del finanziamento è di dieci anni.

Le tutele previste dalla convenzione

Oltre alla comodità del rimborso automatico, la cessione del quinto offre tutele precise. Ogni prestito prevede sempre una copertura assicurativa contro il rischio di premorienza: in caso di decesso del pensionato, il debito residuo viene coperto e non ricade sugli eredi. Anche i tassi hanno un limite: l’INPS pubblica ogni tre mesi sul proprio sito le soglie massime che gli istituti devono rispettare, differenziate per età del pensionato e per importo del finanziamento. Questi limiti vengono aggiornati ogni trimestre e non possono comunque superare i tassi soglia anti-usura rilevati dalla Banca d’Italia.

Le novità della nuova convenzione

La novità più importante riguarda un controllo in più a tua tutela. Fino a ieri, per sapere quanto della tua pensione potevi destinare al prestito bastava il codice pensione. Da oggi serve qualcosa in più: insieme a un documento valido, l’INPS ti chiede una seconda conferma della tua identità. Può essere un codice che ricevi con un SMS sul tuo cellulare, oppure l’importo preciso di una delle tue ultime due pensioni, centesimi compresi. Sembra un passaggio in più, ma serve a proteggere i tuoi soldi e i tuoi dati, ed evitare che qualcuno possa spacciarsi per te.

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