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Busta paga in malattia: di quanto si riduce lo stipendio?

Apri la busta paga dopo qualche giorno di malattia e ti accorgi subito che qualcosa non torna: l’importo è più basso del solito. È una situazione che capita a tanti lavoratori e che genera dubbi, preoccupazione e a volte anche un po’ di rabbia. Eppure il certificato medico è regolare e l’assenza è giustificata. Allora perché lo stipendio risulta ridotto? Scopriamolo insieme.

Perché lo stipendio diminuisce durante la malattia

Quando un dipendente si assenta per malattia entrano in gioco due soggetti:

  • l’INPS, che paga un’indennità economica;
  • il datore di lavoro, che può integrare o meno l’importo in base al contratto collettivo applicato.

La malattia, infatti, non sempre viene retribuita al 100% dello stipendio normale.

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Cosa succede nei primi tre giorni di assenza

Un aspetto spesso poco conosciuto è il cosiddetto periodo di carenza. Nei primi tre giorni di assenza l’INPS di norma non riconosce alcuna indennità. In quei giorni il lavoratore può ricevere:

  • lo stipendio pieno;
  • una parte dello stipendio;
  • nulla.

Tutto dipende da quanto previsto dal contratto collettivo. Questo significa che anche una semplice influenza può tradursi in una trattenuta sul cedolino.

Quanto paga l’INPS durante la malattia

Dal quarto giorno di assenza in poi interviene normalmente l’INPS, ma con percentuali che non coincidono con lo stipendio pieno. In linea generale:

  • dal 4° al 20° giorno viene riconosciuto circa il 50% della retribuzione media giornaliera;
  • dal 21° giorno in poi la quota sale al 66,66%.

Alcuni contratti collettivi prevedono un’integrazione da parte dell’azienda che permette al lavoratore di mantenere quasi del tutto la paga abituale. Quando questa integrazione manca o è limitata, il cedolino risulta inevitabilmente più basso.

Cosa succede con le assenze brevi e ripetute

Bisogna fare attenzione anche alle assenze brevi che si ripetono nel corso dell’anno. Diversi contratti collettivi prevedono integrazioni aziendali che si riducono progressivamente all’aumentare degli episodi di malattia.

Può capitare quindi che il primo evento venga pagato per intero, il secondo soltanto in parte e dal terzo in poi non sia più previsto alcun riconoscimento aggiuntivo. È un dettaglio che molti lavoratori scoprono solo quando vedono comparire una trattenuta improvvisa in busta paga.

Cosa controllare sulla busta paga

Al rientro dalla malattia è sempre utile verificare alcune voci del cedolino. In particolare, conviene controllare:

  • quanti giorni sono stati considerati a carico dell’INPS;
  • se il datore di lavoro ha integrato correttamente l’indennità;
  • se sono presenti trattenute legate ai giorni di carenza.

In caso di dubbi è meglio leggere con attenzione il proprio contratto collettivo oppure rivolgersi a un consulente del lavoro, a un CAF o a un patronato, che possono fornire un supporto qualificato.

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