L’INPS ha ufficialmente ammesso l’esistenza di errori nell’applicazione delle nuove aliquote introdotte dal Governo nel corso del 2024. Un disguido tecnico che ha avuto conseguenze economiche concrete su migliaia di pensionati italiani, con cedolini che hanno continuato a riflettere i parametri precedenti alla riforma, generando importi inferiori a quelli effettivamente dovuti. Ecco cosa devi sapere.
Cosa è successo
Il problema riguarda in particolare le pensioni di vecchiaia i cui cedolini risultano ponderati a partire dal 2024.
Su questi assegni, le nuove aliquote avrebbero dovuto produrre effetti immediati, ma il sistema di calcolo dell’INPS ha continuato ad applicare i vecchi parametri.
L’ammissione dell’errore apre ora la strada al riconoscimento degli arretrati, con i primi adeguamenti attesi a partire da maggio 2026.
Quanti anni hai?
Chi ha diritto agli arretrati
Non tutti i pensionati rientrano nella platea interessata. Gli arretrati spettano a chi:
- percepisce una pensione di vecchiaia liquidata nel periodo in cui le nuove aliquote erano già in vigore;
- ha un cedolino che riflette i parametri precedenti alla riforma delle aliquote 2024;
- non ha già beneficiato di ricalcoli o conguagli successivi.
L’INPS non ha ancora comunicato il numero esatto dei pensionati coinvolti né l’entità media degli arretrati. La buona notizia è che il ricalcolo avverrà d’ufficio, senza necessità di presentare domanda.
Come verificare online la propria posizione
I pensionati non devono restare ad aspettare passivamente. Ecco i passaggi per la verifica:
- Accedere al portale MyINPS tramite SPID, CIE o CNS.
- Navigare nella sezione “Cedolino pensione”, dove sono consultabili tutti i prospetti mensili.
- Confrontare le aliquote applicate con quelle previste dalla normativa 2024. Se risultano ancora le vecchie aliquote, è probabile che spettino arretrati.
- Verificare la data di liquidazione della pensione.
Il consiglio
Un controllo alla portata di chiunque abbia accesso al portale INPS consiste nell’andare a verificare la data di liquidazione riportata nel fascicolo previdenziale.
La logica è che se la pensione è stata liquidata dopo l’entrata in vigore delle nuove aliquote 2024, ma il cedolino riflette ancora i parametri precedenti, allora con ogni probabilità il ricalcolo produrrà arretrati a favore del pensionato.
Quando arriveranno i soldi
Secondo le comunicazioni ufficiali, gli arretrati saranno erogati a partire dal cedolino di maggio 2026, sotto forma di conguaglio.
Per alcune posizioni più complesse i tempi potrebbero allungarsi di qualche settimana.
Il ricalcolo avverrà in modalità automatica: i pensionati non dovranno presentare istanze. In caso di anomalie anche dopo maggio, sarà comunque prudente rivolgersi a un patronato o contattare direttamente l’INPS attraverso i canali dedicati.
Verificare oggi la propria posizione consente di sapere in anticipo cosa aspettarsi: in un sistema complesso come quello previdenziale italiano, non è un dettaglio, è una necessità.
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