C’è un decreto, appena passato al vaglio del Senato, che prova a fare qualcosa di raro nel panorama previdenziale italiano: mettere d’accordo le esigenze di chi si avvicina alla pensione con quelle di chi nel mercato del lavoro sta ancora cercando di entrare. Una novità importante per i lavoratori di tutte le età, ecco cosa prevede.
Cos’è il part time agevolato pre-pensione
Il principio è semplice:
- i lavoratori prossimi al pensionamento possono passare al part time beneficiando di un esonero contributivo
- mentre le aziende in cambio si impegnano ad assumere giovani under 35 con contratto a tempo indeterminato.
Non è la prima volta che si parla di staffetta generazionale in Italia. L’idea circola da almeno un decennio ma raramente ha trovato una traduzione normativa concreta. Stavolta, però, il testo c’è ed è operativo.
Quanti anni hai?
Come funziona l’esonero contributivo
Il cuore del provvedimento è il part time agevolato con esonero contributivo. I lavoratori dipendenti che si trovano a pochi anni dalla maturazione dei requisiti pensionistici possono concordare con il datore di lavoro una riduzione dell’orario.
La differenza rispetto a un normale passaggio al part time è sostanziale: la contribuzione previdenziale viene in parte coperta dall’incentivo pubblico, in modo da non penalizzare il futuro assegno pensionistico del lavoratore.
Questo è il punto cruciale della misura. Chi in passato ha ridotto l’orario negli ultimi anni di carriera si è spesso ritrovato con un taglio sensibile sulla pensione finale. Il decreto prova a neutralizzare questo effetto, rendendo la transizione meno onerosa per il lavoratore e più sostenibile per l’impresa.
Il meccanismo della staffetta generazionale
L’altro versante del decreto guarda ai giovani under 35. Il meccanismo è a doppio binario:
- l’azienda che attiva il part time incentivato per un dipendente senior
- deve contestualmente procedere all’assunzione di un lavoratore giovane con contratto a tempo indeterminato.
Non si tratta quindi di un semplice accompagnamento alla pensione, ma di un dispositivo che vincola il beneficio previdenziale a un effettivo ricambio occupazionale.
L’obiettivo dichiarato è duplice:
- da un lato, facilitare l’uscita graduale dal lavoro per chi ha alle spalle decenni di contributi
- dall’altro, aprire varchi concreti per una generazione che continua a registrare tassi di disoccupazione giovanile tra i più alti d’Europa.
Chi può accedere alla misura
Le modalità precise di calcolo dell’esonero e i requisiti anagrafici e contributivi esatti dovranno essere chiariti dai decreti attuativi, ma il perimetro è già definito: si tratta di una misura destinata a chi è nella fase finale del percorso lavorativo, non di uno strumento generalizzato di riduzione dell’orario.
In attesa dei dettagli operativi, il decreto si rivolge a:
- Lavoratori dipendenti prossimi alla maturazione dei requisiti pensionistici
- Aziende disposte ad assumere giovani under 35 a tempo indeterminato
- Situazioni in cui è possibile concordare una riduzione dell’orario di lavoro
Durata della misura: biennio 2026-2027
La misura è sperimentale e ha una durata circoscritta al biennio 2026-2027.
Questo significa anche che il futuro del decreto dipenderà dai risultati. Se il numero di aziende aderenti sarà significativo e l’impatto occupazionale misurabile, è ragionevole aspettarsi una proroga o una stabilizzazione. In caso contrario, il provvedimento rischia di restare un esperimento isolato.
I vantaggi per i lavoratori vicini alla pensione
La misura offre diversi benefici concreti per chi si avvicina al traguardo pensionistico:
- Riduzione dell’orario senza penalizzazioni: grazie all’esonero contributivo, la pensione finale non subisce tagli
- Transizione graduale: possibilità di alleggerire il carico lavorativo negli ultimi anni di carriera
- Mantenimento dei diritti: la contribuzione viene integrata dallo Stato
- Flessibilità: il passaggio al part time avviene in accordo con il datore di lavoro
Domande frequenti sul part time agevolato pre-pensione
Come funziona il part time agevolato previsto dal nuovo decreto?
Il part time agevolato consente ai lavoratori prossimi alla pensione di ridurre l’orario di lavoro beneficiando di un esonero contributivo, senza penalizzare la futura pensione. In cambio, l’azienda deve assumere un giovane under 35 a tempo indeterminato.
Chi può accedere al part time agevolato e quali sono i requisiti?
Possono accedere alla misura i lavoratori dipendenti che si trovano a pochi anni dalla maturazione dei requisiti pensionistici. I dettagli su età e contributi saranno definiti dai decreti attuativi, ma la misura è riservata alla fase finale del percorso lavorativo.
Per quanto tempo sarà attiva la misura?
La misura è sperimentale e sarà attiva per il biennio 2026-2027. Il suo eventuale proseguimento dipenderà dai risultati ottenuti in termini di adesioni e impatto occupazionale.
La pensione viene penalizzata con il part time agevolato?
No, questo è il punto di forza della misura. A differenza di un normale passaggio al part time, l’esonero contributivo previsto dal decreto copre la differenza, evitando che l’assegno pensionistico finale venga ridotto.
L’azienda è obbligata ad assumere un giovane?
Sì, il meccanismo prevede che ogni attivazione di part time agevolato per un lavoratore senior sia vincolata all’assunzione di un giovane under 35 con contratto a tempo indeterminato. È il principio della staffetta generazionale.
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