In Italia sono sette milioni le persone che ogni giorno assistono un familiare con invalidità grave. Secondo i dati dell’associazione CARER, associazione caregiver familiari ets, il 73% sono donne e oltre un terzo ha dovuto ridurre o lasciare il lavoro per dedicarsi alla cura. Per chi affianca un parente con Legge 104 esistono diversi aiuti economici, ma i requisiti cambiano molto da una misura all’altra: alcuni spettano quasi a tutti, altri solo a chi vive in condizioni di vera difficoltà. Scopriamoli insieme.
Indennità di accompagnamento
È l’aiuto più conosciuto. Spetta a chi ha un’invalidità totale, cioè non riesce a svolgere da solo le attività di base della giornata. L’importo è di 551,53 euro al mese per dodici mensilità, pagati dall’INPS direttamente all’assistito, non al caregiver, senza limiti di reddito. Per richiederla servono due passaggi:
- riconoscimento della Legge 104 dalla commissione medica
- domanda all’INPS, anche con l’aiuto di un CAF
L’assegno si cumula con detrazioni fiscali e, per chi ne ha i requisiti, con la Prestazione Universale.
Quanti anni hai?
Prestazione Universale INPS: fino a 850 euro al mese
È la misura con l’importo potenzialmente più alto, ma anche la più difficile da ottenere. I requisiti sono cumulativi e sono i seguenti:
- almeno 80 anni
- indennità di accompagnamento già attiva
- bisogno assistenziale gravissimo certificato
- ISEE sociosanitario sotto i 6.000 euro
Una soglia ISEE molto bassa, che corrisponde a una condizione di quasi-povertà ed esclude di fatto la grande maggioranza delle famiglie italiane. La sperimentazione resta attiva fino al 31 dicembre 2026 e la domanda si presenta sul portale INPS dedicato alla Prestazione Universale per anziani non autosufficienti. La proroga oltre questa data non è garantita.
Detrazioni e deduzioni: cosa recuperi con il 730
Le spese per visite mediche e cure del familiare assistito si possono detrarre al 19% entro un tetto di 2.100 euro, a patto che il reddito sia sotto i 40.000 euro. Il risparmio massimo è di circa 400 euro l’anno e vale anche per farmaci, protesi e ausili.
Spesso dimenticata è invece la deduzione per il personale di cura: se paghi una badante regolarizzata, puoi togliere dall’imponibile IRPEF fino a 1.549,37 euro l’anno, senza limiti di reddito. Per chi ha ridotto l’orario di lavoro per assistere un parente, le competenze digitali stanno aprendo nuove opportunità formative flessibili anche durante i periodi di cura.
Home Care Premium e assegni regionali
L’Home Care Premium INPS arriva fino a 400 euro al mese, ma è riservato ai dipendenti e pensionati pubblici e ai loro familiari. Chi rientra in questa categoria può presentare domanda direttamente sul portale INPS.
Gli assegni regionali, invece, cambiano molto da un territorio all’altro: in Emilia-Romagna si accede con ISEE fino a 25.000 euro, in Piemonte fino a 50.000. Al Sud, invece, le misure dedicate sono spesso assenti, una differenza che si lega al più ampio dibattito sull’equità della spesa pubblica. Gli importi vanno da 700 a 1.200 euro l’anno: per sapere cosa offre il tuo Comune puoi rivolgerti a un CAF locale o consultare il portale comunale nella sezione servizi sociali.
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