Polizze fantasma, sconti sospetti, contratti chiusi via WhatsApp. Le truffe assicurative in Italia corrono veloci: solo nel 2022 l’ANIA ha accertato oltre 25mila frodi nel ramo RC Auto, per centinaia di milioni di euro. A rimetterci sono gli automobilisti che, ignari, finiscono al volante senza copertura: multe pesanti, sequestro del mezzo, patente sospesa. Eppure, bastano pochi controlli per smascherare l’inganno prima di firmare.
I segnali a cui prestare attenzione
Il primo campanello d’allarme arriva dai social network: assicurazioni proposte via Facebook o WhatsApp da soggetti privi persino di un indirizzo Pec sono da escludere a priori.
Anche il prezzo è un indicatore prezioso, perché tariffe troppo basse nascondono quasi sempre un inganno. Per orientarsi, è bene ricordare che un assicuratore serio percepisce una provvigione compresa tra il 2 e l’8% del premio, mentre le commissioni si attestano tra il 5 e il 20%.
Quanti anni hai?
Le verifiche da fare prima di firmare
Prima di sottoscrivere qualsiasi contratto, gli esperti raccomandano alcuni controlli essenziali:
- richiedere all’agenzia il numero di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi (RUI);
- verificare che il sito della compagnia non sia segnalato come falso dall’IVASS;
- effettuare una rapida ricerca online sulla società per individuare eventuali segnalazioni;
- consultare, dopo la stipula, il Portale dell’automobilista per confermare l’attivazione della polizza.
Dati, pagamenti e firma: tre cautele essenziali
Fondamentale anche evitare di trasmettere documenti e dati sensibili via WhatsApp: quelle informazioni possono essere riutilizzate per nuove truffe. Per i pagamenti, infine, meglio puntare sulla tracciabilità del bonifico bancario, evitando le carte prepagate.
Va poi letto con cura ogni preventivo prima della firma: spesso una clausola anomala basta a rivelare la truffa.
Le sanzioni per chi viaggia senza copertura
Mettersi al volante privi di assicurazione resta un illecito grave.
Alla prima violazione la sanzione è di 866 euro, con decurtazione di 5 punti dalla patente e sequestro del mezzo finalizzato alla confisca.
In caso di recidiva entro due anni, la multa raddoppia, trasformando la disattenzione in un conto davvero salato.
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